{#Killer Elite} è il film d’azione in salsa thriller diretto da Gary McKendry, basato sul romanzo di Sir Ranulph Fiennes pubblicato nel 1991 dal titolo The Feather Men. Con uno stile che ricalca in maniera piuttosto evidente lo stile narrativo e visuale degli action movie degli anni ottanta, la pellicola del regista dell’Irlanda del Nord è un tripudio di pallottole e proiettili, botte da orbi e violenza all’ultimo sangue lasciatasi alle spalle da killer e agenti che non hanno paura di sporcarsi le mani a suon di omicidi.

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Protagonisti di Killer Elite sono Jason Statham, ormai uno dei volti più riconoscibili del genere, capace di scene d’azione all’ultimo sangue insieme a {#Robert De Niro} e {#Clive Owen}, per l’occasione dotato di un paio di baffi da far invidia ai protagonisti delle serie più adrenaliniche che si sono alternate sul piccolo schermo dal 1980 in poi. Al loro fianco non mancano poi Dominic Purcell, Yvonne Strahovski, Adewale Akinnuoye-Agbaje e Grant Bowler, questi ultimi due entrambi provenienti dal telefilm di punta della produzione di J.J. Abrams Lost.

Danny (Statham), ex killer che ha appeso al chiodo la pistola per cambiare vita e ridare una parvenza di normalità alla sua esistenza, è costretto a ritornare sui suoi passi per liberare il suo ex mentore Hunter (De Niro), sequestrato dal sultano dell’Oman. Per riuscire nel suo intento, egli dovrà infatti farsi carico di una difficile missione: vendicare l’assassinio dei figli del sultano, uccisi da alcuni ex esponenti dei SAS, i servizi aerei special Britannici impegnati in una segretissima guerra nella terra orientale. A complicare il tutto ci si mettono anche i Feather Men, un gruppo clandestino che li protegge capitanato da Spike Logan (Owen), intento a investigare sulle improvvise morti tra le fila dei SAS.

Rumoroso, violento e ingarbugliato: Killer Elite riesce a riassumere tutte le doti migliori, o peggiori a seconda dei punti di vista, del genere, proponendo quasi due ore di sparatorie e schizzi di sangue che nonostante tutto non riescono mai a dare un tocco di novità a quello che sembra un susseguirsi d’immagini già viste e riviste sul grande e piccolo schermo. Se la sceneggiatura sciatta non riserva mai grandi colpi di scena, lo stesso fa la regia di McKendry, poco entusiasmante ed estremamente anonima, ben lontana dagli exploit esplosivi che spesso ha riservato il genere.

Se Clive Owen sembra appena uscito da un viaggio nel tempo di circa trent’anni, perfettamente in linea con l’ambientazione che però niente aggiunge e niente toglie a una sceneggiatura piatta e a tratti noiosa, non sono da meno Jason Statham e Robert De Niro; tre nomi che insieme potrebbero conferire alla pellicola un piccolo spunto per non finire nel dimenticatoio, non fanno altro che riversare sullo schermo un’interpretazione fredda, distaccata e svogliata senza alcuna possibilità di salvezza.

Un esordio misero, ben lontano da quanto si possa sperare da Gary McKendry, che fa di Killer Elite un pessimo esempio di action movie in stile retrò, caratterizzato esclusivamente da stralci d’impetuosi scontri fisici che però non riescono a salvare l’ennesima storia raffazzonata dedicata al filone dello spionaggio. Tutto da rifare.