Qualche settimana fa, una curiosa ma preoccupante notizia aveva fatto il giro del mondo. Un pastore protestante del Dove World Outreach Center di Gainsville, in Florida, tale Terry Jones, aveva minacciato di bruciare il Corano, libro sacro dell’Islam, in segno di protesta.

Ai membri della sua congregazione, infatti, aveva proposto di organizzare un rogo di 200 copie del libro sacro in vista del tragico anniversario dell’11 settembre. L’obiettivo era quello di mandare un messaggio provocatorio al mondo islamico, dopo che aveva appreso del progetto della costruzione di una moschea a Ground Zero, New York.

In quell’occasione, infatti, aveva detto:

C’è chi vuole fare una moschea vicino al luogo dell’attentato dell’11 settembre? E allora noi, di risposta, cari fedeli, l’11 settembre bruceremo una copia del Corano a testa. Perché è un nostro diritto costituzionale. La nostra fede di cristiani non ci lascia spazio per il Corano. Bruciare quel libro è un nostro diritto costituzionale, protetto dallo stesso principio della libertà di espressione che tutela chi brucia la bandiera.

Così, domani 11 settembre era diventato il “Koran Burning Day”, ovvero la Giornata Internazionale del rogo del Corano.

Ovviamente, le reazioni del mondo musulmano sono state feroci e immediate, con cortei e proteste in diversi Paesi e un morto in Afghanistan. Per la Conferenza Episcopale Italiana si tratta di un atto sacrilego che potrebbe esporre al pericolo l’intera comunità cristiana, è contro la Bibbia e la fede.

L’arcivescovo di New York, Timothy Dolan, ha dichiarato:

Bruciare il Corano è un atto di violenza e un atto di divisione in un giorno di memoria e di riconciliazione specialmente qui a New York. L’11 settembre rappresenta un giorno di memoria per tutti, per i cattolici, per i musulmani, per gli ebrei.

Il pastore, però, ha fin da subito mostrato la sua indecisione sulla vicenda, alternando continuamente conferme e smentite sull’attuazione del rogo del Corano. L’ultima arriva proprio il giorno prima del giorno prefissato, in cui Jones afferma:

Non lo brucerò, almeno non domani. […] Quindi allo stato attuale, non cancelliamo l’evento, ma lo sospendiamo.

L’appello del presidente Barack Obama deve aver avuto un riscontro positivo per il pastore che, così, ha deciso di annullare il Koran Burning Day dopo la promessa, rivelatasi per il momento falsa, della sospensione del progetto della moschea.

Ecco, qui di seguito, le immagini delle proteste in Pakistan contro il rogo, tratte dal sito di Repubblica.