La “Battaglia dei Tre Regni” è un kolossal epico diretto dal noto regista John Woo (“Face Off”, “Mission Impossibile II”). Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo storico, il film uscirà nelle sale il 23 ottobre.

Con un budget di ottanta milioni di dollari, “La Battaglia dei Tre Regni” risulta essere la produzione più costosa della storia del cinema cinese. Il film racconta la storica battaglia di Red Cliff nel 208 dopo cristo. Il primo ministro Cao Cao dichiara guerra ai regni del sud della Cina per annetterli all’Impero. Per salvare il proprio territorio, il sovrano Sun Quan chiede allora aiuto al rivale Liu Bei. Solo unendo le singole forze e usando la strategia e l’ingegno potranno sconfiggere l’immenso esercito dell’imperatore.

Tanta guerra, azione, effetti speciali che ben si coniugano con la poesia orientale e la poetica fotografia. Nonostante la trama ricordi molti déjà vu, dalla guerra di Troia al coraggioso Leonida, il film scopre un suo percorso e lascia la sua impronta.

Il ritmo è proprio da cinematografia orientale: lento, quasi cantato, nonostante sia un film di guerra. I dialoghi sono ridotti all’essenziale e si fa fatica a ricordare i nomi dei protagonisti, tutti foneticamente troppo simili per gli occidentali. Bellissime le ricostruzioni delle battaglie, da quelle terrestri a quella navale, curate in ogni dettaglio.

Il regista John Woo con questo film ritorna in patria, dopo i vari successi e insuccessi hollywoodiani. Ritorna per raccontare una storia del passato di eroismo e di libertà. Come ha dichiarato nel pressbook lo stesso regista:

Il mio intento è che questo film superi le barriere culturali e storiche. Lo spettatore occidentale deve sentire che sta guardando un kolossal asiatico e lo spettatore orientale deve scoprire un nuovo punta di vista di una storia che già conosce.

La pellicola dura ben 150 minuti, ed è una versione ridotta rispetto a quella di quasi quattro ore uscita in Cina. I tagli però non snaturano lo sviluppo del film.

Nel finale c’è la riflessione del regista: se c’è la guerra non ci sono mai vincitori né vinti, ma solo tanti morti. Il film è sicuramente adatto agli appassionati di storia asiatica e di battaglie.