Forse non tutti sanno che il 2 febbraio oltre a essere il giorno della Candelora per la Chiesa Cattolica, è anche il giorno delle crepes. Questo grazie a una tradizione in cui il sacro si mescola a un piatto prettamente profano, divenuto quasi un peccato di gola adatto a tutti i gusti. Ma come mai proprio oggi si mangiano le crepes?

Partiamo da lontano, spiegando cosa sia il giorno della Candelora: si tratta della presentazione di Gesù al tempio ed è anche il giorno in cui si benedicono le candele, nonché la festa della purificazione della Madonna, che secondo la tradizione ebraica, era impura, come tutte le donne per 40 giorni dopo il parto di un maschio.

Ma cosa c’entrano le crepes? Pare che papa Gelasio, proprio in questa giornata, le abbia fatte preparare per la prima volta a un gruppo di pellegrini giunti dalla Francia: si trattava di sottili sfoglie di pasta fritta preparate nelle cucine vaticane, che i francesi chiamarono crepes, cioè “arricciate”, a causa della loro forma. Da allora, le massaie francesi esprimono un desiderio quando rivoltano le crepes in padella, in ricordo della giornata.

Galleria di immagini: Crepes dolci e salate

Gli ingredienti di base sono uova, farina e olio per la frittura: con un paio di euro si producono grosse quantità di pasta fritta. Il costo cambia secondo le ricette. Si va dalle crepes suzette, un po’ più costose, perché utilizzano anche arance e pregiati liquori, a quelle più semplici, magari con la nostrana nutella. Ma ci sono anche le crepes salate, che possono essere riempite con cibi non dolci.

Si va, ad esempio, dalle crepes vegetariane, contenenti ortaggi di ogni tipo (e che possono venire a costare al massimo 5-10 euro), a quelle contenenti carne o pesce, per cui il prezzo lievita. Certo, se nelle crepes decidiamo di usare una confezione in edizione limitata di caviale, è normale che otterremo un piatto dal valore inestimabile, anche se forse l’accostamento non sembra proprio dei migliori.