Torna di moda il medioevo, con le sue credenze, le sue superstizioni e i suoi curiosi miti. Questo almeno sembrerebbe a giudicare dalla lettera che un quotidiano nazionale, La Stampa, ha pubblicato sulle sue pagine. Un’ipotesi dai non troppo velati tratti omofobici quella avanzata da un’anziana lettrice del giornale.

L’essere omosessuale, nonostante il successo delle varie manifestazioni nel mondo e le aperture ai matrimoni gay da parte di importanti amministrazioni come New York, a quanto pare riesce ancora a essere definito “patologia” niente meno che su una delle maggiori testate giornalistiche del nostro paese.

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Secondo la curiosa teoria della signora Teresa, alla base di questa “omosessualità dilagante” vi sarebbero gli ormoni con cui vengono alle volte nutriti i bovini. L’alterazione ormonale indotta in chi li mangia causerebbe il divenire gay.

Teoria ai limiti del “naive”, se non fosse stata pubblicata da un foglio così importante e prestigioso come quello torinese. Riportiamo di seguito alcuni passi della missiva, consultabile integralmente sul sito de “La Stampa“:

“Mi turba invece questo problema dell’omosessualità dilagante in tutto il mondo; e non ditemi che è sempre esistito perché non è vero, almeno non in questa misura. Dunque mi chiedo perché. E con una stretta al cuore mi assale un dubbio atroce: ma questi figli non saranno per caso i figli degli ormoni somministrati agli animali nelle carni, nei mangimi, per ottenerne una crescita più veloce? Siamo davvero sicuri, che questa alimentazione non abbia influito ad alterare i delicati equilibri ormonali delle nuove generazioni?”