Il periodo dello svezzamento è diverso per ogni mamma e necessita di pazienza e attenzione, indispensabili per imparare a rispettare il bambino e i suoi gusti. A partire dal sesto o settimo mese si può cominciare a introdurre la carne, sempre in accordo col pediatra e tenendo conto del grado di digeribilità.

In genere le prime carni che il bambino assaggia sono quelle bianche, coniglio e tacchino e successivamente anche il pollo: se il pediatra lo consiglia, possono essere proposte al piccolo fin dal quinto mese e preferibilmente attraverso i liofilizzati, passando agli omogeneizzati dal sesto mese e intorno al nono anche lessate o cotte al vapore, specialmente nella prima pappa.

I liofilizzati sono più indicati all’inizio perché sono privi di acqua, e di conseguenza sono meno esposti al rischio di attacchi batterici: la loro consistenza, inoltre, non consente alla pappa di aumentare troppo di volume rendendo più difficile la digestione del piccolo.

Le carni bianche eccetto il maiale, inoltre, sono ottime nella prima fase dello svezzamento perché caratterizzate da un basso contenuto di grassi, e certamente più digeribili e masticabili delle carni rosse. In seguito si può proporre al bambino il vitello e infine il cavallo e il manzo, con le stesse modalità.

Altro alimento che piace moltissimo ai bambini, soprattutto quando cominciano a mangiare a tavola con i grandi è il prosciutto cotto (meglio se è senza polifosfati aggiunti), che si può dare al neonato dopo l’ottavo mese anche nella pappa della sera. Da evitare nel primo anno di vita la carne di maiale, più grassa e difficile da digerire.

Un modo ottimale per convincere il bambino a mangiare la carne è quello di stemperare, almeno le prime volte, l’omogeneizzato o il liofilizzato in un brodo vegetale piuttosto liquido, in modo che il sapore della carne sia attenuato dal dolce delle prime verdure consentite, patata, carota e zucchina. Anche quando al bambino si cominciano a dare i passati di verdura si può sempre continuare con il miscelamento dei sapori, in modo che l’assaggio della carne sia mediato dal gusto delle verdure, più facilmente apprezzate dal bambino.

Se all’inizio è fondamentale omogeneizzare la carne o sminuzzarla in maniera che diventi un composto omogeneo e completamente assimilabile senza essere masticato, già intorno all’anno è possibile bollire la carne o lessarla e proporla al bambino in pezzettini minuscoli che imparerà facilmente a masticare e deglutire, compiendo un passo in avanti nel processo di assunzione degli alimenti.

Fonte: Pappaebambini