Prima di entrare nella nuova casa, lo sposo prende in braccio la sua consorte e di peso l’accompagna nella camera da letto: così la tradizione prevede l’ingresso nel nido d’amore degli sposini novelli. Il problema è come ne usciranno. Sarebbe stupido non tener conto che la maggior parte dei matrimoni moderni finiscono con una separazione, sia essa nella stessa casa o in case diverse.

Per questo motivo, la casa del futuro non sarà progettata sulla famiglia unita ma sulla famiglia divorziata. L’architetto Carlo Zanella ha pensato di garantire stanze indipendenti e lontane ai coniugi che hanno deciso di separarsi, senza però ferire l’animo fragile dei bambini che resterebbero sempre al centro dell’attenzione e della casa:

“Una casa che abbia al centro la stanza dei bambini e attorno i locali autonomi dei genitori con bagno, punto cottura e camera da letto di mamma e papà. Oppure ancora, nelle abitazioni più ristrette si possono prevedere accanto alla cameretta del figlio degli spazi comuni, una zona giorno con sala e cucina, utilizzabile da entrambi gli ex coniugi, e degli spazi privati per il bagno e la camera da letto dei singoli genitori.”

Insomma, la casa è già predisposta per un’eventuale divorzio: qualora i coniugi pensino di separarsi basta chiudere un tramezzo o costruire un muro in pochissime ore. In pratica, è finito il tempo in cui i mariti venivano cacciati dalle mogli e finivano a dormire sul divano: ora posseggono una stanza tutta per sé con armadio, cassetti e bagno.

La soluzione può comunque costituire un’idea per salvaguardare i riferimenti dei figli di coniugi separati: il papà non dovrà per forza allontanarsi di casa e potrà passare più tempo con i suoi pargoli, partecipando attivamente alla loro educazione e assistendo alla loro crescita.

Fonte: Quotidiano.net