In caso di trasferimento, mortis causa o per donazione, di un immobile locato la cedolare secca non ha più efficacia per quanto riguarda l’imposta sul reddito, ma continua ad essere valida ai fini dell’imposta di registro e di bollo.

Infatti, per l’imposta di registro e di bollo continua a sussistere l’opzione della cedolare secca espressa al momento della registrazione del contratto, della proroga o del versamento dell’imposta per le annualità successive, effettuata prima del trasferimento dell’immobile locato.

Inoltre, anche in seguito al trasferimento, mortis causa o per donazione, della proprietà di un immobile locato ad uso abitativo, in linea generale, il contratto di locazione rimane valido e quindi non può essere risolto, in quanto la legge tutela il conduttore nelle locazioni ad uso abitativo, anche nel caso di successione o subentro di altri nella proprietà dell’immobile locato.

Non sussiste, pertanto, l’obbligo di stipulare un nuovo contratto e i nuovi proprietari dell’immobile potranno optare per la cedolare secca presentando il modello 69 entro il termine di trenta giorni dalla data del subentro.

Si precisa che il contribuente che subentra nella proprietà dell’immobile locato può applicare direttamente la cedolare secca nella dichiarazione dei redditi nei casi di seguito specificati:

*per il periodo transitorio, per i contratti in corso nel 2011, scaduti ovvero oggetto di risoluzione volontaria alla data del 7 aprile 2011, nonché per i contratti in corso alla stessa data del 7 aprile 2011, per i quali è già stata eseguita la registrazione e per i contratti prorogati per i quali è già stato effettuato il relativo pagamento;

*per i contratti di locazione di immobili, non formati per atto pubblico o scrittura privata autentica, di durata non superiore a trenta giorni complessivi nell’anno.