L’evento farà di sicuro discutere i teologi di tutto il mondo quando, il prossimo 22 maggio nella Chiesa Anglicana All Saints di Roma, ci sarà la consacrazione ufficiale della prima donna sacerdote.

Si chiama Maria Vittoria Longhitano, è una siciliana di 35 anni che, attualmente, è diacona e insegna in un istituto milanese. La parrocchia che le verrà assegnata sarà, infatti, quella vetero-cattolica Gesù di Nazareth di Milano.

La cerimonia dell’ordinazione di Maria Vittoria sarà presieduta dal vescovo vetero-cattolico Fritz-Renè Muller, in qualità di delegato della conferenza episcopale internazionale dell’unione di Utrecht per l’Italia.

La Chiesa Vetero-Cattolica, come si legge su IlGiornale.it, non ha una struttura monarchico-assolutista, bensì episcopale sinodale.

Ciò significa che la Chiesa Vetero-Cattolica, appartenente all’Unione di Utrecht e in piena comunione con la Chiesa Anglicana, non condivide con la Chiesa Romana il dogma dell’infallibilità papale. Come si legge sul loro sito ufficiale:

Siamo stati denominati vetero-cattolici perché riteniamo valida la tradizione della vecchia Chiesa Cattolica che non attribuiva al Vescovo di Roma l’infallibilità e la giurisdizione illimitata.

Inoltre, non mette in atto discriminazioni di etnia, razza o sesso. In questo caso specifico, permette alle donne di accedere a tutti gli ordini sacri, dal diaconato all’episcopato.

Una grande svolta, dunque, che potrebbe alimentare la speranza di molte donne con la stessa vocazione della futura sacerdotessa Maria Vittoria, che infatti ci spiega:

La mia ordinazione rappresenta una grande chance per tutte le donne di fede. Significa speranza, significa dare l’impulso a un dibattito fra i cattolici, significa stimolare una riflessione su cosa significhi, in termini di perdita, negare alle donne la possibilità di vivere la loro vocazione al ministero ordinato.

Quello che lei si ripropone di fare, infatti, è di agire, più che parlare, di mettere le persone in condizione di comprendere quanto sia naturale per un uomo come per una donna, seguire il proprio cuore e la propria vocazione religiosa. Maria Vittoria continua dicendo:

Finché il sacerdozio femminile resterà una tematica astratta, il pensiero comune sarà condizionato da pesanti barriere di pregiudizi. Quando la gente, invece, entra in contatto con una donna sacerdote, le barriere cadono automaticamente e si spogliano di tutte le connotazioni negative. Questa almeno è la mia esperienza come diacona.

E voi che ne pensate?