Presentata in anteprima pochi giorni fa al BIF&ST di Bari, in cui ha ottenuto 15 minuti di applausi dalla platea entusiasta, la fiction “C’era una volta la città dei matti” andrà in onda il 7 e 8 febbraio su Rai Uno.

Il film per la TV, diretto da Marco Turco e prodotto da Claudia Mori, è incentrato sulla famosa legge 180, conosciuta anche come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra Franco Basaglia che di fatto la ideò. Grazie a questa legge, approvata in via definitiva nel 1978, si è concluso il triste capitolo dei discussi manicomi in Italia e del trattamento che in essi ricevevano i malati di mente.

Franco Basaglia è interpretato da Fabrizio Gifuni, diretto già da Marco Turco in “Vite sospese” nel 1998 e da registi del calibro di Ridley Scott e Gianni Amelio. La difficoltà vera nel casting, stando a quanto dichiarato dal regista stesso, è stata quella di

trovare in una società di giovani palestrati, attori che potessero impersonare i matti che vivevano negli anni sessanta nei manicomi e che erano brutti.

Fabrizio Gifuni ha invece parlato della soddisfazione, per un attore, di interpretare personaggi che hanno realmente lasciato il segno nel corso della storia:

Personaggi come quello di Basaglia passano nella vita di un attore, se passano, una volta sola, e quando si incontra ci deve essere anche un progetto etico per raccontarlo. È stata un’esperienza oltre i confini personali, artistici, e sul set c’era sempre la sensazione di mettere in scena, quasi la presenza, una grande personalità