Sono un tuffo nel passato, spesso fanno rivivere sul grande schermo i protagonisti dei classici più amati, rappresentano con minuziosità di dettagli epoche e atmosfere diverse dalla nostra: i film in costume, come quelli di fantascienza, hanno il potere di trascinare lo spettatore lontano dalla realtà attuale, facendo sognare con le loro ambientazioni e gli abiti indossati dalle protagoniste.

Ognuno ha il periodo storico che preferisce, dall’antica Roma fino ai ruggenti Anni Venti, passando per la corte francese di Re Sole o i vagoni dei treni che collegavano Mosca e San Pietroburgo, per questo motivo stilare una lista è quanto di più personale e, quindi, opinabile.

Tentando di tener conto di diverse epoche, ecco allora una classifica dei 10 film in costume più belli di sempre secondo Diredonna, dalla decima alla prima posizione.

  • 10) The Duchess – La duchessa: nominato agli Oscar 2009 per i migliori costumi e la migliore scenografia, conquistano solo il premio per la prima categoria (a Michael O’Connor), il film diretto da Saul Debb vede protagonisti Keira Knightley e Ralph Finnies. Ispirato alla biografia di Georgiana Spencer, duchessa del Devonshire, scritta da Amanda Foreman, ha fatto storcere il naso a molti per le inesattezze storiche. Eppure i costumi indossati dalla Knightley, le ambientazioni settecentesche e l’atmosfera meritano una visione.
  • 9) Cleopatra: kolossal del 1963 diretto da Joseph L. Mankiewicz, è famoso per aver quasi mandato sul lastrico la 20th Century Fox costretta a sborsare 44 milioni di dollari a fronte dei 2 preventivati. Girato in parte negli studi di Cinecittà, fu il set galeotto per l’amore travagliato tra Liz Taylor e Richard Burton. Cinque Oscar, tra cui la scenografia (a John DeCuir) e i costumi (a Vittorio Nino Novarese e Renié Conley). Sono 65 i cambi di costume della Taylor, 26mila i costumi realizzati. Pellicola imprescindibile per gli amanti del genere.
  • 8) Marie Antoinette: fischiato a Cannes, duramente criticato dal The New Yorker, il terzo lungometraggio diretto da Sofia Coppola vanta i costumi della nostra Milena Canonero (che nella sua carriera si è aggiudicata quattro Oscar e nove nomination), che per l’occasione dà vita a un turbillon di tessuti e tinte vivaci che sembrano ispirate alle caramelle, ai sorbetti, e ai peccaminosi macarons che circondano la giovane e infelice regina di Francia. Una curiosità: in una scena del film, tra le varie scarpe comprate da Maria Antonietta, compare anche un paio di “Converse Chuck Taylor All-Stars” color malva.
  • 7) Anna Karenina: il celeberrimo romanzo di Lev Tolstoj è stato portato sul grande schermo ben 12 volte, dal 1911 al 2012, (adatto, invece, 10 volte per la televisione). Greta Garbo ha vestito due volte i panni dell’eroina russa, nel 1927 diretta da Edmund Goulding e nel 1935, diretta da Clarence Brown. Quest’ultima versione ha vinto la Coppa Mussolini al miglior film straniero alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 1935 è stato indicata tra i migliori dieci film dell’anno dal National Board of Review of Motion Pictures. Indimenticabile la Garbo come non lo è Keira Knightley nell’adattamento del 2012 firmato da Tom Stoppard e diretto da Joe Wright. In questo caso i costumi, splendidi, disegnati da Jacqueline Durran (che le valsero un Oscar) non bastano per colmare il divario tra l’attrice britannica e l’inarrivabile Divina.
  • 6) Guerra e Pace: ancora un caposaldo della letteratura nato dalla penna di Tolstoj, più volte adattato per il cinema. La versione russa, del 1967, è entrato nel libro dei guinness dei primati per vari record, tra cui l’alto bilancio e la durata. A King Vidor si deve una pellicola del 1956 prodotta in Italia (alcune scene furono dirette da Mario Soldati) e girata tra Cinecittà e location tutte italiane, che vede tra i protagonisti Audrey Hepburn, Henry Fonda, Vittorio Gassman e Anita Ekberg. Il film ha ricevuto cinque nomination ai Golden Globe 1957, vincendo il premio per il miglior film straniero in lingua straniera. Ha ricevuto anche tre nomination ai Premi Oscar 1957. Nel 1956 il National Board of Review of Motion Pictures l’ha inserito nella lista dei migliori film stranieri dell’anno. I costumi sono realizzati da Maria De Matteis.
  • 5) My Fair Lady: dopo aver vestito i panni di Nataša Rostova, nel 1964 Audrey Hepburn cambia epoca e diventa Eliza Doolitle, diretta da George Cukor nell’adattamento di Pigmalione di George Beranrd Shaw. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al novantunesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi. L’abito bianco e nero indossato dall’attrice e disegnato da Cecil Beaton è considerato uno dei costumi più celebri nella storia del cinema e un’icona della moda. Oltre ai costumi, il film vinse altri sette Oscar.
  • 4) Elizabeth: grande cura nella ricostruzione dei primi anni di regno della regina inglese, interpretata da Cate Blanchett, in questa pellicola diretta da Shekhar Kapur. Lodato soprattutto per la notevole interpretazione della protagonista Cate Blanchett, che grazie a questo film si fece notare anche a Hollywood, il film impressionò la critica per lo sfoggio produttivo per quanto riguarda le scenografie e i meravigliosi costumi. Tuttavia la costumista, Alexandra Byrne, vinse l’Oscar solo per il capitolo successivo, Elizabeth – The Golden Age. Nel 1999, infatti, fu un’altra celeberrima costumista, Sandy Powell, a vincere la statuetta, per Shakespeare in Love.
  • 3) L’età dell’innocenza: tratto dall’omonimo romanzo di Edith Wharton e diretto da Martin Scorsese, è ambientato nella New York della fine dell’Ottocento. Nel cast compaiono Daniel Day-Lewis, Michelle Pfeiffer e Winona Ryder. Scene di Dante Ferretti e costumi di Gabriella Pescucci (premio Oscar), si ispira al modello grandioso ed epico de Il Gattopardo, cui rende omaggio con un ballo che è, insieme, un percorso nella crudeltà dei quartieri alti, un trattato sull’estetica della borghesia ricca dell’epoca e una galleria di personaggi del celebre ritrattista John Singer Sargent. Capolavoro.
  • 2) Il Gattopardo: Luchino Visconti firma uno dei fondamenti della cinematografia mondiale, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Palma d’oro a Venezia nel 1963, può contare sulle musiche di Nino Rota, la fotografia di Giuseppe Rotunno e i costumi del divino Piero Tosi. Non c’è costumista al mondo che non si dica debitore del suo lavoro. Alain Delon, Claudia Cardinale e Burt Lancaster sono solo alcuni dei numerosissimi personaggi del film. Il ballo finale, ambientato a Palazzo Gangi a Palermo, che occupa quasi un terzo del film, è iscritta tra le scene più famose del cinema.
  • 1) Barry Lindon: non ce ne vogliano i patiti di Visconti, ma il capolavoro di Stanley Kubrick conquista la vetta di questa piccola classifica. Tratto dal romanzo Le memorie di Barry Lyndon di William Makepeace Thackeray, è annoverato tra i migliori film di Kubrick e come una delle più grandi opere cinematografiche mai realizzate, malgrado i deludenti incassi al botteghino all’uscita nelle sale. Kubrick trasse ispirazione dai più famosi paesaggisti del XVIII secolo per scegliere le ambientazioni dei set, tra Inghilterra, Irlanda e Germania. Le scene e i costumi vennero ricavati da quadri, stampe e disegni d’epoca; anche grazie a questa attenzione ai dettagli il film ottenne i premi Oscar alla migliore scenografia (a Ken Adam) e ai migliori costumi (Milena Canonero). Nel cast Ryan O’ Neal e Marisa Barenson. Da vedere e rivedere, per apprezzare ogni volta sfumature e particolari diversi.
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