Referendum sulla legge elettorale respinto dalla Consulta. Bocciato il quesito che abrogava totalmente l’attuale sistema, il cosiddetto “Porcellum”, insieme alla seconda proposta, che prevedeva invece delle modifiche mirate al ritorno sostanziale al precedente modello denominato “Mattarellum”.

Dopo la bocciatura del referendum sulla legge elettorale da parte della Consulta, diverse sono state le reazioni nel panorama politico.

Galleria di immagini: Referendum elettorale

Dura quella dei comitati referendari, che tuttavia usano sfumature diverse al loro interno: più moderate quelle di Arturo Parisi e Arturo Morrone, che pure promettono di continuare la battaglia per il cambiamento del “Porcellum”, mentre decisamente alti i toni dello scontro imposti da Antonio Di Pietro. L’ex pm ha attaccato il Quirinale, accusando la Corte Costituzionale di aver deciso negativamente sui quesiti per “far piacere” proprio al Presidente della Repubblica.

Accuse prontamente respinte dal Giorgio Napolitano, che le bolla come “volgari insinuazioni”. Nel frattempo anche il resto dei partiti si interroga sul futuro della legge elettorale. Favorevoli e già allo studio di una possibile alternativa PD e Terzo Polo, con il partito di Pierluigi Bersani che sta lavorando ad un’ipotesi di maggioritario al 70% più un 30% di seggi proporzionali.

Diversa tuttavia l’idea di cambiamento per l’UDC di Pierferdinando Casini, che guarda con favore ad un sistema elettorale che somigli più al proporzionale tedesco. In ogni caso, la volontà sarebbe di rimandare la modifica alla legge una volta superato il bicameralismo e dimezzato il numero dei parlamentari.

Di parere assolutamente opposto PDL e Lega. Secondo quanto dichiarato da Silvio Berlusconi l’attuale “Porcellum”: «è una buona legge, va solo migliorata». Sul sistema di voto si evidenzia un’ulteriore spaccatura tra Roberto Maroni e Umberto Bossi, con il secondo che afferma: «la migliore legge elettorale è quella che c’è perché presto si va al voto».

Fonte: La Stampa