Il quadro della salute dentale dei bambini al di sotto dei sei anni delineato dal Congresso Nazionale dei docenti di Discipline Odostomatologiche è a dir poco incredibile. Circa un milione e mezzo di bambini in età prescolare ha dovuto già fare i conti con placca e carie.

I motivi sono da ricercare nella cattiva educazione all’igiene orale da parte dei genitori e nella difficoltà di introdurre nelle scuole la normale profilassi dentale dopo i pasti.  Solo il 43% dei piccoli lava i denti una volta al giorno. L’8% dichiara di non lavarli mai. Con il consenso dei genitori. Che si accontentano, pare, di un solo lavaggio quotidiano a fronte dei due necessari. Senza contare le difficoltà del cambio dello spazzolino che non avviene quasi mai nei tempi consigliati.

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Nonostante i numeri sicuramente molto alti il 76% dei bambini under 6 non è mai stato dal dentista. Questo l’aspetto senza dubbio più grave. Si sa prevenire è meglio che curare. Perché è bene ricordare che se i denti da latte sono in salute lo saranno anche quelli definitivi. E, soprattutto, si avranno meno problemi in età adulta.

L’imperativo è quello di far diventare la routine dell’igiene orale un bel gioco. Magari da fare con mamma e papà. La pulizia dei denti e delle gengive dovrebbe essere effettuata dopo ogni pasto e comunque mai meno di due volte al giorno (la mattina e la sera). Ovviamente nei primi anni di vita sarà compito dei genitori occuparsene manualmente. Dalla nascita fino al primo anno sarà sufficiente utilizzare una garza umida. Successivamente via libera allo spazzolino con setole morbide che dovrà essere manovrato dai genitori. Si potrà anche cominciare a utilizzare un dentifricio adatto per l’età. Quelli per adulti contengono troppo fluoro, quindi sono assolutamente vietati.

Dopo i due anni il bambino dovrebbe essere capace di lavare i denti da solo. Diventa perciò fondamentale la scelta dello spazzolino ergonomico per assecondare i movimenti ancora impacciati del piccolo, e del dentifricio che deve essere di suo gradimento. Per rendere le cose ancora più semplici si potrà puntare su uno spazzolino colorato magari con l’immagine del suo personaggio dei cartoni preferito. In giro si trova veramente di tutto.

Sarà compito dei genitori controllare e perché no aiutare il proprio bambino. Basterà mettersi tutti vicino allo specchio per ridere delle espressioni divertenti che si fanno mentre ci si lava i denti, oppure iniziare una sorta di gara. Importante anche realizzare una buona fluoroprofilassi attraverso l’assunzione di integratori di fluoro che sarà cura del pediatra consigliare. Il fluoro, infatti, si fissa sui denti rendendoli resistenti alle aggressioni batteriche.

Un altro step da non trascurare sono le visite regolari dal dentista alle quali si può dare inizio già a partire dai 3 anni. Si tratterà di primi incontri nei quali il bambino potrà entrare in confidenza con questa figura che molto spesso genera paure insensate.

Le prime visite sarà meglio programmarle di mattina, momento in cui il bambino è più rilassato e meno stanco. Meglio parlare liberamente della visita, tenergliela nascosta potrebbe sortire l’effetto contrario, esasperando le sue paure.

La principale causa dei problemi dentali sono gli zuccheri. Con questo non significa che è necessario eliminarli completamente dalla dieta del bambino. Basterà concentrarli in un giorno preferibilmente a fine pasto. Attenzione anche alla frutta e ai succhi anch’essi a base di zuccheri. Dopo i pasti è bene abituarlo a bere solo dell’acqua.

Assolutamente da evitare il ciuccio bagnato nel miele. Rimedio casalingo per far tacere il piccolo che piange. Il rischio è quello di indurlo troppo presto alle visite dentistiche curative. A prescindere dalla carie è bene eliminare il ciuccio dopo i 24 mesi. Un uso eccessivo di questo strumento o il semplice gesto di succhiarsi il pollice comporta delle complicanze all’arcata dentale che potrebbe svilupparsi in maniera più ampia rispetto alla mandibola, costringendo poi all’uso dell’apparecchio. Nessuna preoccupazione per l’allattamento. La suzione al seno, anche se protratta nel tempo, non comporta, infatti, nessuna conseguenza.