È iniziata a Pamplona l’annuale festa di San Firmino, 8 giorni dedicati ai bagordi, alcol, divertimento e allegria. Protagonista dei festeggiamenti è la rinomata corsa dei tori, l’Encierro, che equivale al passaggio degli animali da sacrificare per la Corrida dal loro recinto all’arena.

Durante questo trasferimento, in alcuni città come Pamplona, gli 800 metri del percorso che separa i due luoghi diventano un vero e proprio spettacolo. Migliaia di persone si radunano per poter attraversare quel breve corridoio, in stato di giubilo, facendosi rincorrere dai tori.

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La festa inizia la mattina alle 8 e gli affezionati si gettano nella corsa inseguiti dagli animali terrorizzati dalla paura e dal caos, mentre intorno urla, grida di incitamento, alcol a fiumi e strade strette condiscono il tutto. L’adrenalina è altissima mentre i partecipanti cercano di non farsi travolgere dai tori spaventati, i più esperti e temerari si avvicinano il più possibile senza toccarli come da regolamento. Ma ogni anno l’evento produce vittime e feriti tra animali e persone. Come è accaduto oggi, un giovane di 24 anni è stato ferito alla coscia.

La festa, che possiede origini storiche antiche, è legata alla tradizione religiosa e alla stagionalità del raccolto. Ma negli anni si è evoluta e modificata, trasformandosi in un’occasione per eccedere e esagerare. Fin dal primo giorno, dopo l’apertura delle festeggiamenti, l’evento diventa occasione per abbondare con alcol e droghe e per sfidare i tori. Animali che verranno torturati a fine giornata durante la Corrida, anche questa tradizione molto sentita in Spagna.

Eppure sono anni che gli animalisti cercano di contrastare questa tradizione barbarica, a partire dalla corsa che non nasconde nulla di poetico e divertente. Gli animali lanciati nella corsa spesso travolgono spaventati gente e oggetti, facendosi del male e uccidendo i partecipanti. E se riescono a sopravvivere verranno infilzati drammaticamente durante la Corrida, una lenta agonia che non nasconde niente di valoroso o elegante.

Si cerca da tempo di porre fine ad entrambe, sottolineando l’inutilità dell’evento e la sofferenza perpetrata ai tori. Sull’onda emotiva del recente Palio di Siena, che vede molto spesso tra le vittime fantini e cavalli azzoppati dalle cadute e quindi sicuramente abbattuti, anche in Italia il mondo animalista si sta muovendo compatto.

Sotto la lente d’ingrandimento delle associazioni molti avvenimenti, sagre e processioni dove gli animali sono sfruttati inutilmente. L’Enpa da tempo si rivolge al Governo per fermare le inutili corse dove asini, maiali, mucche, oche, serpenti, rane e cavalli sono vittime della tradizione. Manifestazioni legate alla cultura contadina, ormai superata da tempo, dove gli animali sono sottoposti a maltrattamenti gratuiti, che rasentano la tortura e al limite della sopravvivenza. Legati alle zampe vengono strattonati, trascinati, scalciati per costringerli alla corsa. Oppure pennuti appesi per il collo, grondanti di sangue, per replicare il dono storico del contadino al signore quindi un’occasione inutile di sofferenza. Per non parlare delle corse di cavalli, il famoso palio non legato solo alla città di Siena, una corsa che si trasforma molto in mattanza.

Tradizioni antiche ma ormai da abbandonare, secondo gli animalisti, che non forniscono l’esempio corretto del mondo rurale e animali. Ma piuttosto una fotografia distorta e triste. E voi cosa ne pensate?