La crisi economica ha ormai svuotato le tasche delle famiglie italiane, e crescono i debiti. La voglia e la capacità di fare investimenti sta scomparendo, e in molti preferiscono il semplice deposito in banca o il sempre verde libretto di risparmio.

Crisi economica a parte, tuttavia, le famiglie non rinunciano alla casa, che rappresenta ancora il bene più prezioso: se gli italiani fuggono da bot, azioni e investimenti più rischiosi, coloro che possono permetterselo scelgono invece di assicurarsi un immobile. Alla fine del 2010 le case di proprietà rappresentavano l’84 per cento della ricchezza, stando a quanto reso noto dal supplemento al Bollettino Statistico della Banca d’Italia.

In che modo la crisi economica sta prosciugando le risorse delle famiglie? Basti pensare che dal 2007 a oggi la ricchezza netta delle famiglie italiane è calata del 3,2 per cento, e in ogni caso si tende inevitabilmente a tenere il denaro contante al riparo e al sicuro, evitando investimenti che non siano nel mattone.

A calare, tuttavia, è anche il risparmio degli italiani, che se nel 2002 rappresentava l’1,8 per cento del patrimonio complessivo, oggi si ferma all’1,3 per cento, come si legge nel rapporto della Banca d’Italia.

«A fine 2010 le passività finanziarie delle famiglie erano costituite per circa il 41% da mutui per l’acquisto dell’abitazione; la quota di indebitamento per esigenze di consumo ammontava a circa il 13,6%, le rimanenti forme di prestiti al 20%. I debiti commerciali e gli altri conti passivi costituivano circa il 21% delle passività delle famiglie.»

Un dato, tuttavia, è doveroso sottolineare: stando ai dati recenti sembra che la ricchezza delle famiglie non sia comunque distribuita equamente, ma esistono nuclei familiari che possono vantare un patrimonio elevato, mentre per altri è quasi nullo.

Fonte: Banca d’Italia