Una volta separazione e divorzio erano la conseguenza normale di un tradimento, sia da parte dell’uomo che da parte della donna.

Gelosia, orgoglio ferito, dolore, delusione: tutti sentimenti alla base di una rottura anche dopo anni. Oggi la situazione è cambiata. Rispetto al passato i motivi che spingono le coppie sia a contrarre il matrimonio che a portarlo avanti sono cambiati. Si sono radicamente ridotte le separazioni e i divorzi per motivi strettamente legati alla coppia. Oggi il problema principale sta nella precarietà economica.

È la crisi oggi a portare disaccordo nella coppia, a spaccare la famiglia, a provocare litigi per rabbia, intolleranza e stanchezza. L’amore non è bello se non è litigarello. Così vuole la tradizione in fatto di coppie. Ma quando i litigi prendono il sopravvento, si arriva ad un punto di non ritorno. Un po’ quello che sta succedendo oggi: meno matrimoni e più separazioni.

Si sta assistendo proprio ad un fenomeno epocale: meno matrimoni e più separazioni, in tutta l’Italia. E un incremento della crisi di coppia. È un trend non riferibile a fasce d’età o al ceto sociale delle coppie. La crisi sta devastando ogni rapporto: oltre ad oscurare l’orizzonte dei giovani, scoraggiandoli ad affrontare i costi del matrimoni, la crisi dà il colpo di grazia a matrimoni con basi poco solide.

Crisi scaturite dalla precarietà del lavoro, che mette a dura prova i nervi più saldi. Uomini di mezza età lasciati a casa dalle aziende in difficoltà e respinti da altre aziende che preferiscono assumere i giovani. Mogli che non riescono a capire le difficoltà in cui si dibattono i mariti e anzi li colpevolizzano. E poi alla fine entrambi si accorgono che non sono più in grado di stare insieme.

La crisi economica non mette in crisi solo i matrimoni, ma mette il bastone fra le ruote anche ai divorzi: le coppie non divorziano perché non sono in grado di far fronte alle spese per le pratiche di separazione o divorzio e regolano la separazione a modo loro, spesso con gravi danni e squilibri psicologici per i figli. La società si va sgretolando e ”gli addetti ai lavori” stanno a guardare…