In pieno fermento da sushi bar, vale la pena dare una rispolverata a una delle cucine più pragmatiche dell’intero sistema culinario. Solida e forte come la sua gente, la cucina irlandese è gustosa e al contempo onesta.

Solo per un piatto di ostriche di Galway varrebbe la pena di salire su un aereo in direzione della terra del trifoglio. Ma anche qui da noi l’Irlanda è di casa, oltre ad accomunarci la passione per la parlantina e lo sport come il rugby e il calcio, sicuramente è la buona birra a fare da trait d’union tra le due culture. Migliaia di pub irish style disseminati per lo stivale italico offrono il calore, la musica e le pietanze dell’isola verde.

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L’origine culinaria è povera, da sempre gli irlandesi sono un popolo di lavoratori, un tempo quasi tutti pastori e agricoltori. Rifugiarsi in un piatto povero fatto di carne e patate era d’obbligo, anche perché era quello che offriva la terra. In piena carestia del 1840 poi l’unico cibo erano le sole patate, da cucinare in tutti i modi che la fantasia poteva offrire.

Nel tempo si sono aggiunte tante zuppe alle verdure, alla carne e al pesce: corpose, cremose, succulente da servire bollenti nelle giornate di freddo e pioggia. Lo stufato irlandese invece è uno dei piatti tipici, molto ricco è un pasto completo che contempla un’unione di parti di collo non grasse, con osso o cartilagine di montone, le immancabili patate con tanta cipolla, e poi un mix di prezzemolo, timo, sale e pepe.

Per quanto riguarda il pesce, come anticipato, l’Irlanda è prima in classifica per le ostriche e il salmone, con mille modi diversi per servirli in tavola, proponendo varianti sempre gustose. Ma non solo questo, c’è spazio anche per le torte e i dolci, come da tradizione molto saporiti e ricchi. Anche nella loro semplicità una crostata di more e mele o un classico pancake renderà unico il momento del Tea.

Per il pane il discorso si amplia: le varianti sono tante ma su tutti quello più famoso è il pane fatto in casa con la soda, un amalgamo sapiente di farina, latte, uvetta, un cucchiaino di bicarbonato di sodio, lievito e zucchero.

Sicuramente l’esperienza migliore è quella del bruch, e sono molti i pub che offrono questa opportunità domenicale. In Irlanda questi sono gli ingredienti della prima colazione, ma qui da noi vengono proposti in tarda mattinata a ridosso del pranzo: in un piatto bello capiente vengono servite due salsicce, due fette di pancetta, due fette di Black e White Pudding, quattro uova, quattro pomodori di media grandezza, quattro patate bollite ancora calde, due cucchiai di fagioli o funghi cotti, pepe bianco, una noce di burro e per star leggeri del formaggio grattugiato. Con presentazioni che cambiano in base al gusto, ma questa fondamentalmente è la colazione: impegnativa ma che garantisce benzina per affrontare tutta la giornata.

Una cosa è certa: gli irlandesi sfidano il colesterolo. Per smaltire il tutto mentre si dentro un pub, una volta carico di nebbia da tabacco, oltre al cibo si può gustare un parterre di birre deliziose, e per smaltire il tutto svariati balli tradizionali fino al mattino.