Quando si parla della Liguria alle scuole elementari, la regione viene descritta come una striscia di terra protesa verso il mare. Mare e terra sono elementi distinguibili e caratterizzanti dell’intera cultura ligure e la gastronomia non fa differenza. Raccontare la cucina ligure significa soprattutto raccontare di leggerezza, la stessa leggerezza con cui vengono cucinati gli {#alimenti}. Un esempio eclatante è la pasta col pesto, alternativa alla solita pastasciutta, che tuttavia è decisamente più digeribile della sua sorella del sud.

Iniziamo proprio dal mare. Naturalmente, essendoci tanta acqua salata in Liguria, il pesce non manca, e accanto alle tradizionali zuppe, che ricorrono anche in altri luoghi d’Italia, ci sono insalate di pesce e verdure, il cappon magro, la frittata di bianchetti, gli sgombretti in salsa di piselli, lo stoccafisso, la buridda e lo zimino. In particolare, il bianchetto è l’insieme dei neonati di sarda e acciuga, che vengono raccolti dal 1 dicembre al 30 aprile.

Ma non mancano neppure i cibi “di montagna”. Una grande attenzione in Liguria è posta verso le focacce. Sono un po’ diverse dalle altre focacce regionali italiane: intanto, l’olio d’oliva si sente ma non si vede, e questo è assolutamente il vantaggio, perché il gusto c’è ma non stufa, e inoltre possono essere servite in qualunque modo, con qualunque ripieno, rappresentando un ottimo sostitutivo per la pizza. Un tipo particolare di focaccia è la torta pasqualina, che, nonostante il nome, è una focaccia salata, con uova e verdure, che si serve a Pasqua.

Altri piatti poco marini molto diffusi sono la farinata di ceci, le torte salate di carciofi, di asparagi, di funghi, la mesciua, un misto di legumi, e la sbira, ossia trippa in umido. Le pietanze sono decisamente speziate, complice la grande quantità di erbe, che proviene dal sottobosco e al tempo stesso si nutre di salsedine, che consegna alle erbe un certo retrogusto acre che, tuttavia, non guasta. Poi c’è la cima genovese, ossia una sacca di vitello ripieno: in antichità era il piatto contadino per consumare tutti gli avanzi dei giorni precedenti, soprattutto verdure, pinoli e formaggio.

Ecco infine i dolci. Meno noti e meno appariscenti dei dolci che si consumano al sud, i dessert liguri si difendono comunque bene. Tra questi troviamo i canestrelli, i gobeletti, i più conosciuti e preparati anche su scala industriale amaretti con pasta di mandorle, e il pandolce, che sarebbe una specie di panettone ligure.

C’è anche una bevanda tipica nella tradizione culinaria ligure: il Chinotto di Savona, di una mutazione dell’arancia amara. Dal frutto non si estrae però solo la bevanda, ma anche un liquore, marmellata e mostarda.