Il Festival di Berlino racconta l’epopea del popolo Rom in tempi recenti. E lo fa con il film An Episode in the Life of an Iron Picker di Danis Tanovic, una storia vera raccontata non da attori ma da persone che realmente hanno vissuto simili vicende. Si tratta di una pellicola a basso costo, girata in pochissimo tempo con 30.000 euro di budget, cui ha preso parte anche Rai Cinema.

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Il regista stesso si è stupito di come il Festival di Berlino abbia accettato e accolto il suo prodotto. Un film verità che parla di dolore e discriminazione a stretto contatto con i Rom, un’etnia che è ancora oggi sempre circondata dal pregiudizio, nonostante in molte zone d’Europa si sia mescolata con altri popoli e abbia proliferato, testimoniando come tutti possono farcela se nelle giuste condizioni.

Tanovic non sta raccontando queste condizioni giuste nel suo lavoro, ma la dura condizione di un raccoglitore di ferro e della sua famiglia: protagonisti della storia sul grande schermo e nella vita sono Senada e Nazif, una coppia che deve fare i conti con la povertà della loro condizione. Lei ha un malore a causa di un aborto spontaneo e deve subire un intervento dal costo di 500 euro, davvero troppo per la coppia. Il regista ha letto la storia sul giornale e l’ha voluta così consegnare ai posteri.

Tanovic, il cui modello di riferimento è Ladri di Biciclette, film neorealista con attori presi dalla strada, ha raccontato:

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«Mi sono indignato come essere umano, ho verificato la verità dell’evento e ho avuto l’impulso di andarli a trovare nella comunità Rom in cui vivono, nel cuore della Bosnia Erzegovina. Mi ha colpito l’ambiente, il calore affettuoso nei rapporti famigliari, la solidarietà del villaggio, la forza e la dignità con cui Nazif ha lottato per salvare sua moglie. Dovevo far conoscere la loro storia come un obbligo morale, ma trovare soldi per un film normale sarebbe stato difficile, avrebbe richiesto tempi lunghi per la preparazione, per il cast. Allora ho deciso di chiedere loro di rivivere gli eventi proprio come erano accaduti, di filmare la vita. C’è tutto il villaggio, la neve e le intemperie non sono effetti speciali, solo i dottori non sono gli stessi della vicenda, ma quelli che li interpretano sono comunque veri dottori.»

Fonte: Repubblica.