Depressione post partum e papà: sembrerebbe una contraddizione in termini, eppure pare che questa patologia cominci seriamente a influire sulla salute psicologica dei nuovi padri. Stando a una ricerca pubblicata sul Journal Maternal and Child Health, infatti, anche gli uomini possono accusare una sintomatologia analoga a quella femminile dopo la nascita di un bebè.

La depressione post partum è una forma di disturbo nervoso che colpisce in una percentuale piuttosto alta le donne che hanno da poco dato alla luce un bambino: i sintomi vanno dall’indolenza all’affaticamento fino alla disperazione; sono quindi più gravi e duraturi di quelli che connotano invece la cosiddetta baby blues, ossia quella lieve malinconia che si manifesta attraverso pianti senza motivo apparente, inquietudine e ansietà.

La versione maschile della depressione post-partum, in particolare, scaturirebbe da alcuni fattori di particolare vulnerabilità preesistenti. Secondo Michael Weitzman, ordinario di Pediatria e di Medicina ambientale della New York University, gli uomini che presentano una maggiore propensione verso questa patologia sono coloro i quali si trovano in situazioni di precarietà: è il caso di chi ha serie difficoltà economiche o rischia la disoccupazione; tra i fattori di rischio spiccano anche la salute precaria del neonato o eventuali sintomi depressivi nella compagna.     

Questo problema, quando colpisce gli uomini, può protrarsi anche a lungo e si associa a sintomi quali fatica accentuata, tristezza e, nei casi più gravi, disperazione. Il tipo di cura in questi casi, spiegano gli esperti, è simile a quella posta in essere per la depressione comune. In ogni caso il consiglio da parte della comunità scientifica è di non ignorare i sintomi, sperando che si attenuino da soli, ma rivolgersi a uno specialista che attraverso una corretta anamnesi possa trovare la soluzione idonea a curare il neopapà.

Uno dei metodi per curare la depressione post partum negli uomini è quello della terapia di gruppo: potersi confrontare con altre persone presenta indubbiamente un beneficio che può addirittura velocizzare la guarigione. Utile può rivelarsi anche l’approccio omeopatico. Il suggerimento per le donne è di mostrarsi indulgenti nei confronti di un compagno che presenta la sintomatologia descritta: affrontare la questione con ironia e scetticismo potrebbe causare una conflittualità che non fa bene né alla coppia né tantomeno al pargolo appena arrivato.

A prescindere dalle distinzioni di genere, è molto importante che una famiglia in cui è appena giunto un bambino venga adeguatamente sostenuta dalla rete parentale e amicale: tutti devono cercare di essere presenti nel miglior modo possibile, per far sentire un concreto sostegno affettivo ai neogenitori, che in questo modo sapranno di poter contare su persone care nell’affrontare questo nuovo e sorprendente percorso di vita. L’amore, insomma, si rivela come sempre la migliore medicina.

Fonte: Quotidianoitaliano