La depressione post partum è uno dei disturbi più frequenti tra le neo mamme. Ora però ad aggravare la situazione arriva anche la crisi economica, che con le preoccupazioni che crea all’interno delle famiglia incide negativamente anche sull’umore già instabile della donna che ha appena partorito.

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Ci sono alcune donne che sono più a rischio depressione post partum, ad esempio quelle che anche durante la gravidanza sono state soggette ad ansia, ma alcune condizioni come quella di essere immigrate o non avere un lavoro, rendono ancora più fragile il loro equilibrio psicologico. A volte però succede che la patologia depressiva sia rimasta sopita fino al momento del parto in cui, fattori ormonali e fattori sociali, hanno contribuito a farla esplodere.

Come sempre la risposta è nella prevenzione. Occorre infatti che la depressione sia diagnosticata il prima possibile, ancora prima del parto, in modo da sostenere psicologicamente le donne prima che il disturbo diventi troppo grave. Sono gli operatori sanitari nell’ambito dei reparti maternità, quindi i ginecologi e le ostetriche, che hanno gli strumenti per individuare una gravidanza sofferente ed agire di conseguenza.

Una diagnosi tardiva di depressione può infatti portare a gravi conseguenze sia per la neo mamma che per il neonato. Ci sono oggi in Italia ben 6 centri di riferimento (Milano, Torino, Pisa, Napoli, Catania e Ancona) nella cura di questa patologia, in grado di effettuare diagnosi più precoci e terapie più appropriate alle donne colpite da depressione perinatale.

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Secondo gli esperti un occhio di riguardo va riservato alle mamme straniere le quali presenterebbero maggiori fattori di rischio soprattutto a causa della loro precaria situazione economica e sociale, la difficoltà di lingua e di integrazione e spesso anche la mancanza di un appoggio da parte della famiglia che magari si trova nel paese natale.

Stesso discorso vale anche per le mamme italiane ma che si trovano in una situazione difficile dal punto di vista lavorativo ed economico, soprattutto in un periodo come quello attuale, flagellato dalla crisi e in cui ancora una volta a pagarne le spese sono troppo spesso le donne.

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Per tutti questi motivi è nata l’iniziativa Un sorriso per le mamme, patrocinata da Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero della Salute, che si pone come obiettivo quello di dare slancio alla ricerca in materia di salute mentale, offrire alle donne aiuto, servizi, centri di ascolto, e ai medici gli strumenti adatti a fare una corretta diagnosi e a curare al meglio questa difficile patologia.

Fonte: La Stampa