Oltre diciottomila donne studiate per ben 8 anni: queste le cifre che racchiudono la ricerca portata avanti dai nutrizionisti Jorge Chavarro e Walter Willett. I due studiosi della Harvard School of Public Health per tutto questo lungo periodo, hanno cercato di stabilire se potesse esistere una correlazione tra tipo di alimentazione e fertilità femminile. Il risultato? Alcune semplici regole da rispettare e una vita sana, fatta anche di attività fisica e mantenimento del giusto peso corporeo.

Tutto qui? Per adesso sì. Nonostante la serietà della loro ricerca è evidente che serviranno altri studi per confermare una stretta correlazione tra cibo e concepimento; intanto Chavarro e Willet segnalano alcuni ottimi consigli che permettono, almeno potenzialmente, di aumentare la propria fertilità. Partiamo dai carboidrati: quelli assimilati più rapidamente forniscono energia immediata, ma aumentano anche la glicemia e questa può mettere in crisi l’equilibrio ormonale e quindi la riproduzione. Ciò significa che è preferibile mangiare pane e pasta integrali, alimenti che contengono più fibre rispetto a pasta raffinata, patate e riso. A discapito di una digestione più lenta, queste tipologie di carboidrati sarebbero più indicati nella {#dieta} in vista di un {#concepimento}.

Passiamo ai grassi saturi. Ogni giorno, secondo le organizzazioni sanitarie, dovremmo ingerirne al massimo il 10% dell’intera alimentazione quotidiana. E il problema dov’è? Sta principalmente nel fatto che a volte non ci rendiamo conto che mangiando anche solo mezza porzione di patatine fritte raggiungiamo quotà 2%, quantità che secondo i medici della Harvard Medical School può già ridurre in maniera drastica la fertilità. Il confronto è presto fatto: in Danimarca, a New York City e in altri Stati americani è stato vietato l’uso di acidi grassi trans nei cibi e il risultato è stato una diminuzione delle malattie cardiovascolari. Sembra non essere coerente? Tutt’altro. All’abbassamento di colesterolo si è aggiunta un’aumentata natalità. Attenzione allora a non mangiare troppo spesso nei fast food.

Alimento principe che favorirebbe la fertilità, sempre secondo i due nutrizionisti, è infine il latte intero. Sì allora a berne un paio di bicchieri al giorno o mangiare yogurt e gelato rigorosamente non scremato. Se non avete problemi di digeribilità preferitelo: al suo interno vivono ormoni che favoriscono ovulazione e concepimento. In più si tratta di un alimento completo ed equilibrato che fa bene alla salute soprattutto delle donne, grazie all’apporto di calcio che fornisce.

In generale sembra quindi ovvio che uno stile di vita corretto sia da preferire in vista di una possibile gravidanza. Pur non essendoci quindi argomentazioni assolutamente valide, restano queste regole dedotte dalla ricerca degli studiosi di Harvard e altre da poter seguire. Bere , ad esempio, bevanda ricca di antiossidanti che contribuisce a mantenere il sistema immunitario sano: è stato provato che le donne che ne assumono regolarmente hanno più possibilità di concepimento.

Altro alimento importanto è il pesce, ricco di acidi grassi omega-3 che contribuiscono ad aumentare il livello di fertilità e la salute del cuore. Sì anche a limoni e arance, frutti ricchi di acido folico che stimola lo sviluppo degli ormoni sessuali femminili: per un suo maggiore assorbimento è importante assumere molta vitamina B12 contenuta in alimenti come carne, crostacei, pollame e uova.

All'{#alimentazione} curata va comunque affiancata una strategia a trecentosessanta gradi. Per evitare disturbi della fertilità occorre quindi seguire altre banali regole. Prima di tutto tenete sotto controllo le infezioni dell’apparato genitale: non trascurate vaginiti o dolori alle ovaie. Siate consapevoli dei vostro ciclo mestruale: rendetevi conto delle variazioni e cercate di capire se ritardi o anticipi possano dipendere da stress o affaticamento. Su tutto, evitate di fumare o almeno riducete questa insana abitudine una volta deciso di restare incinta ed evitate di bere alcolici: due drink a settimana aumentano i livelli di prolattina che riduce la possibilità del concepimento almeno durante l'{#allattamento}. Infine, se possibile, cercate di avere un bambino prima dei 35 anni, età critica dopo la quale è sistematico un calo della {#fertilità}.