La dieta di Maria Callas

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Nell’immaginario femminile, c’è il mito di Maria Callas, la soprano bella e famosa che riuscì, apparentemente senza sforzo, ad operare in poco tempo un dimagrimento così rapido che il corpulento Giovan Battista Meneghini, suo marito e manager, le disse una volta: “Non sei più la mia metà. Ormai sei il mio quarto”.

La leggenda vagheggia che la Divina, folgorata dalla grazia di Audrey Hepburn in “Vacanze romane”, abbia deciso di dimagrire e che abbia ingoiato una tenia, un verme solitario appunto, pasteggiando con champagne. Da allora, il cibo non fu più un problema per lei. C’era la tenia che le consentiva di perdere peso senza rinunciare ai piaceri della tavola.

Da allora, molte sognano di imitarla. Dove si compra una tenia, però? E soprattutto, è credibile questa versione dei fatti, incoraggiata dalla stessa Callas.

Certamente no. La cognata, Pia Meneghini, smascherò l’impostura: altro che tenia e champagne.

La Callas attentò al suo fisico con una serie di iniezioni applicate direttamente alla tiroide, responsabile dei centri nervosi.

Dimagrì, certo, e fu bellissima, a che prezzo, però. Da quei giorni, per tutta la vita, fu vittima di squilibri nervosi che la lasciavano spossata ed esausta.

Tutta questa bellezza le portò felicità? Nemmeno questo. Visse, questo sì, un amore esaltante con il ricco Aristotele Onassis, ma il su cuore fu straziato dalle inquietudini e dalle incertezze relative a questo amore.

Insomma, quello di Maria Callas è proprio un esempio da non seguire.

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Tag: diete
  • Alberto

    La Maria Callas non ingoiò nessun verme, ma esistono fonti abbastanza certe (apparte wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Callas) che si sottopose a un intervento di bypass gastrico…
    Ciao Alberto

  • Betty Orsatti

    Grazie della segnalazione.
    Ti do comunque i miei riferimenti bibliografici: un piacevole affresco della Callas è contenuto in “Infedeli” di Laura Laurenzi. I retroscena sulla dieta della soprano sono tutti nella ricca biografia ad opera del marito, G.B. Meneghini “My wife Maria Callas”, narrazione al vetriolo comparsa a New York nel 1982 e, che io sappia, mai tradotta in italiano.
    Un intervento gastrorestringente mi sembra improbabile per i tempi e soprattutto perché la Callas ostentava sempre nelle occasioni mondane un grande appetito: era, ai tempi, così imbarazzante mostrarsi preoccupati per la propria linea che si preferiva avallare la leggenda del verme solitario più che dichiararsi in costante allerta per il proprio peso

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