Siete stressati, aggressivi e irritabili? È tutta colpa della dieta che state seguendo. Seguire infatti un regime alimentare dietetico si traduce in una maggiore irritabilità e aggressività verso gli altri, ma non solo: denota una certa preferenza per film violenti o, ancora, messaggi politici dai toni aggressivi.

Lo spiegano i risultati di diversi esperimenti condotti da David Gal della Northwestern University di Chicago e da Wendy Liu dell’University of California di San Diego, che sono stati pubblicati sul Journal of Consumer Research.

Galleria di immagini: Dieta

Ciò che è stato dimostrato è che, anche se si sa che chi è a dieta è più irritabile, la maggiore propensione alla rabbia si estende a comportamenti finora insospettati. La ricerca non riguarda infatti solo la dieta, ma anche i comportamenti in generale.

È stato dimostrato che le persone che ad esempio preferivano una mela ad una barretta di cioccolato come snack spezza-fame preferivano pellicole d’azione, piene di violenza e scene crudeli; quelli che hanno preferito un buono in un supermercato invece di uno valido per un centro benessere, hanno prediletto immagini paurose legate alla lotta al crimine, piuttosto che volti con espressioni tristi. Infine, coloro che hanno preferito uno snack dietetico al posto di uno normale, risultavano essere più irritati dal messaggio pubblicitario che conteneva un linguaggio di controllo, come ad esempio con parole come “si dovrebbe”, “è necessario” e “si deve”.

Secondo quanto ci viene spiegato dai ricercatori, quello descritto è un effetto collaterale della dieta: chi la segue esercita autocontrollo alimentare, diventando, o almeno potenzialmente, più suscettibile in altri campi.

In altre parole, spiegano gli autori dello studio,

“molte ricerche hanno da tempo dimostrato che esercitare l’autocontrollo rende le persone più a rischio di comportamenti aggressivi verso gli altri. È noto infatti che chi è in regime di dieta può essere irritabile e propenso alla rabbia. Abbiamo dunque dimostrato che esercitare l’autocontrollo può condurre a comportamenti aggressivi, anche quando tali comportamenti sono impercettibili”.

Gli autori dello studio mettono inoltre in guardia

“i responsabili delle politiche pubbliche ad essere più consapevoli delle emozioni negative derivanti dall’incoraggiamento ad esercitare più controllo nelle scelte quotidiane o dalla colpevolizzazione. Tenendo conto di ciò, le campagne anti-obesità dovrebbero dare importanza anche all’aspetto psicologico, veicolando messaggi positivi e rilassanti”.