Capricci sì, capricci no. Sono veramente capricci quegli atteggiamenti talvolta un po’ strani dei bambini o stanno ad indicare una loro richiesta di aiuto?

È questa la domanda che ogni genitore deve porsi prima di reagire a eventuali provocazioni o richieste inusuali o atteggiamenti poco coerenti dei loro figli. I genitori devono cercare di capire prima di punire o correggere e intervenire un po’ fra il serio e il faceto con parole che in realtà non significano soddisfacimento di richieste assurde o comprensione né rifiuto di assecondare i loro desideri, ma solo incertezze e ricerca di verità.

L’arte dei genitori è difficile proprio per questo. Non è facile nascondere ai figli le proprie incertezze sul comportamento da tenere di fronte ai loro capricci, perché purtroppo i genitori devono prima riuscire a capire i loro bisogni reali, cercare di entrare in sintonia con loro, verificare se quei capricci corrispondano in realtà al bisogno di ogni bambino di avvertire accanto a sé genitori forti e sicuri. In realtà i genitori devono stare attenti anche ai bisogni psicologici dei figli e aiutarli a capire cosa vogliono veramente e non per capriccio.

Poiché nei primi anni della loro vita i bambini non sono in grado di decidere cosa è giusto e cosa non lo è, i genitori devono guidarli nelle loro scelte. Questo non significa che i bambini possono fare tutto ciò che vogliono, ma solo che bisogna consentire loro di fare quello che desiderano nei limiti dell’educazione e del comportamento consapevole, senza proibizioni immotivate per dimostrare la propria autorità e senza troppi permissivismi per dimostrare la propria disponibilità e il proprio amore.

Ad esempio, non è educativo premiare i figli solo per indurli a fare qualcosa che invece non vorrebbero fare. Una specie di ricatto: ”ti dò questo se fai quello”. Il bambino si sente indotto ad accontentare i genitori perché in fondo ne ricava qualcosa che a lui piace e non per convinzione personale. Molti capricci dei bambini sono dovuti, talvolta, anche alla presenza non presenza dei genitori, oggi in particolare molto impegnati per far fronte ad esigenze quotidiane sempre più impellenti.

Il segreto c’è: quello di qualificare al massimo il tempo trascorso con i figli, sopperire alla quantità di tempo che si dedica loro con la qualità dello stare insieme. Con i loro pianti improvvisi, con improvvise e incomprensibili esplosioni di rabbia essi vogliono tante volte dimostrare che hanno bisogno dei genitori. E questa è una realtà. Se una volta i genitori si adeguavano alle esigenze dei bambini, oggi sono i bambini che devono adeguarsi ai ritmi dei genitori.