Sharbat Gula è stato uno dei volti più famosi del ventesimo secolo. Fotografata da Steve McCurry, la donna afghana dagli intensi occhi verdi, all’epoca dodicenne, finì sulla copertina del National Geographic e fece il giro di tutto il mondo diventando il simbolo di quel popolo in cerca di rifugio nel Pakistan dopo l’invasione sovietica del 1979.

Per un lungo periodo si erano perse le tracce di quel volto: solo venti anni dopo, nel 2002, la donna era stata ritrovata, viveva sempre in Pakistan e aveva appena scoperto di essere diventata un’immagine simbolo per tutto l’Occidente. Oggi il viso di quella stessa donna è tornato alla ribalta, ma per motivi ben diversi. Dopo trent’anni una nuova immagine di Sharbat Gulala è riapparsa nelle centrali di polizia pakistane: la donna è accusata di corruzione e falsificazione dei documenti. I famosi occhi verdi adesso risaltano su un viso invecchiato, segnato dalla sofferenza e dalla rassegnazione. Secondo le accuse la donna avrebbe richiesto la carta d’identità falsa lo scorso aprile dichiarando di essere nata in Pakistan e di chiamarsi Sharbat Bibi. Questo escamotage illegale non sarebbe, però, legato e nessuna attività criminale: i rifugiati afghani come lei in Pakistan hanno una libertà molto limitata quindi il documento dovrebbe servire alla donna solo per condurre una vita migliore.