Uno dei temi privilegiati dei cartoni animati nipponici degli anni ’70 e ’80 è stata la fantascienza, che viene trattata dagli anime in modi differenti. Alle lotte per l’universo vengono accostati dei temi fortemente sociali o sentimentali, ma anche un pizzico di ironia.

Uno dei personaggi a cavallo tra bene e male era “Capitan Futuro“, che scorazzava per l’universo in compagnia di un robot antropomorfo e un androide costruiti dal padre adottivo, un vecchio amico dei genitori naturali, scomparsi a causa dell’esplosione del satellite artificiale in cui vivevano.

Un altro capitano dei cartoni che combatteva il male, o meglio l’apatia e l’ignavia che regnavano tra gli uomini, era “Capitan Harlock“. Cicatrice, benda nera sull’occhio, una bandiera col teschio come quella dei pirati, Harlock era un buono ai margini della società a causa del suo profondo idealismo.

In una società futura, ma stranamente tecnologizzata, era ambientato il capolavoro di Hayao Miyazaki, “Conan il ragazzo del futuro“. Lo scenario è quello che circonda molte storie fondate sul totalitarismo: un grande dittatore minaccia la pace, che dovrà essere difesa e conquistata da un ragazzino che vive in completa simbiosi con la natura, all’indomani di una guerra con armi magnetiche che ha devastato il pianeta e quasi sterminato la razza umana.

Un altro ragazzino che cerca di mantenere la propria umanità è Masai, il protagonista di “Galaxy Express 999“. In un mondo dove tutti i ricchi hanno un corpo meccanico, anche i poveri cercano di procurarsene uno, e Masai dovrà affrontare un lungo viaggio su un treno che corre attraverso le galassie, in compagnia di Maisha.

Più divertenti e ironici erano due cartoni che avevano la stessa impostazione: c’erano dei buoni, belli, biondi e perfetti, che combattevano contro dei cattivi brutti, cialtroni e pasticcioni. Si tratta di “Yattaman” e “I predatori del tempo“. Il tutto avveniva attraverso delle buffe macchine, che avevano quasi una vita propria. Storica la frase di un maialino delle serie che, combattendo i malvagi, diceva:

Anche un maiale riesce ad arrampicarsi su una palma se adulato.