La felicità sul lavoro si raggiunge giorno per giorno, in un percorso lungo e tortuoso fatto di ostacoli e, talvolta, di delusioni.

Deprimersi può essere facile: lavorare molte ore di fila, sempre nella stessa posizione, può abbattere anche chi ama immensamente il proprio lavoro. Come ripristinare quella felicità sul lavoro che ci animava i primi tempi? In realtà bastano poche mosse, soltanto quattro, per poter ritrovare la fiducia e la passione in ciò che si fa.

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Il primo passo è molto semplice: mangiare verdure. Se si è stanchi o depressi, mangiare il solito panino – che, tra l’altro, può portare a gonfiore addominale – aggraverà la situazione. Le verdure, invece, portano allegria: è stato provato che i colori accesi e vivi delle verdure sono un vero e proprio toccasana per l’umore e la felicità. Sette o otto microporzioni di verdura o frutta al giorno possono cambiare in meglio la giornata. Magari si può mangiare una mela durante una breve pausa o sgranocchiare una carota o, ancora, mangiare un’insalata coloratissima a pranzo.

Anche il secondo passo sembra (apparentemente) semplice da mettere in pratica: sorridere. Il sorriso distende in nervi e scaccia la tensione, anche se è solo un’espressione forzata. Il sorriso non deve arrivare per caso, ma a seguito di qualche problema o di una delusione cocente. Se si è stati sgridati dal capo, se un proprio progetto non è andato a buon fine, se si è fatta una brutta figura col cliente… be’, è il momento di allungare la bocca e chiudere gli occhi. Questo semplice gesto eliminerà la tristezza e permetterà di ricominciare tutto da capo.

Il terzo passo è forse quello più difficile: metterlo in pratica o meno può davvero determinare la felicità o l’infelicità sul lavoro. Porsi obiettivi sempre più grandi aiuta a stimolare il cervello che, a sua volta, metterà passione nel lavoro che svolge. Quando ci si assesta su ciò che si è ottenuto e non si fa nulla per migliorare equivale quasi a morire: il corpo e la mente umana hanno bisogno di stimoli e continui ricambi. Gli obiettivi da raggiungere, anche se lontani e difficili, possono diventare una ragione di vita e la strada per il sogno può essere un passaporto per la felicità.

Da ciò si evince che, come molti hanno detto, la felicità non è determinata dai soldi. E questo è il quarto, fondamentale passo da percorrere: non guardare solo al guadagno. Certo, è difficile fare un’affermazione del genere in tempi di crisi. Ma tra i soldi ottenuti con un lavoro fatto per mera sopravvivenza e i pochi soldi guadagnati per il lavoro della vita c’è una grossa differenza: questa differenza è determinata dalla felicità e dalla soddisfazione di fare il lavoro che si è sempre voluto svolgere.

Fonte: Careerealism