“Ognuno di noi è disposto a credere in ciò di cui ha bisogno”. Così scriveva Seneca quasi duemila anni fa, intuendo come fra la realtà oggettiva e la nostra convinzione passa un filo tenuto dalla nostra predisposizione a crederci.

Ora uno studio di Oxford dà un nome a ciò che ci fa credere nientemeno che nell’amore romantico: la serotonina. Questa è la conclusione di uno studio dell’Università di Oxford condotto dal neuropsichiatra Robert Rogers, partendo dalla premessa che la serotonina è in grado di influenzare le nostre percezioni a livello emotivo.

Galleria di immagini: Romanticismo

Nel caso dello studio, sono stati separati casualmente due gruppi di persone da un campione di 40 soggetti sani e senza particolari caratteristiche. Al primo gruppo è stata somministrata una sostanza in grado di aumentare la sintesi della serotonina, al secondo una sostanza placebo, senza ovviamente informarli della differenza.

I risultati sono stati lampanti: sottoposti alle stesse immagini (coppie di innamorati), le persone del primo gruppo hanno mostrato una propensione maggiore al romanticismo, considerando le immagini come positive ed emozionanti. Al contrario del gruppo placebo, che le ha considerate stucchevoli. Provate con la galleria di immagini qui sopra: se arrivate in fondo con gli occhi a cuoricino avete probabilmente un buon livello di serotonina.

Così commenta il professore:

“Anche se questo è solo un piccolo studio, gli stessi modelli possono estendersi al modo più generale in cui percepiamo le nostre relazioni. L’attività della serotonina può influire sulla incapacità delle persone depresse di mantenere relazioni personali positive o intime.”

Già, perché questo studio non è pensato (per fortuna) per renderci chimicamente più romantici (un innalzamento superfluo dei nostri livelli di serotonina avrebbe brutti effetti sul nostro organismo), ma fa immaginare una spinta temporanea per i casi di leggera depressione, nei quali si è sempre notato un calo di serotonina.

Se però conosciamo la mentalità della farmacologia e del mercato, un giorno potrebbe arrivare in commercio una bevanda di amminoacidi per farci vedere il mondo più rosa, come in Fahrenheit 451. Voi la prendereste?