È ufficiale, la Germania ha dato lo stop definitivo al nucleare. Ad annunciarlo oggi il ministro dell’Economia, Philipp Roesler, durante una conferenza stampa a Berlino. Una scelta razionale quella tedesca, di cui vi avevamo parlato anche su DireDonna, forse incentivata dalle vicende di Fukushima; una decisione che ha portato all’attuazione del progetto di legge che prevede l’abbandono del nucleare entro il 2022.

Il programma prevede la chiusura graduale delle centrali ancora operative sul territorio, con l’abbandono definitivo dell’energia atomica in favore di fonti energetiche alternative. Prospettiva condivisa dalla Svizzera e dal Giappone, duramente colpito dalla tragedia di Fukushima.

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Da un recente sondaggio è emerso che anche anche la Francia vuole abbandonare il nucleare: il 62% dei francesi chiede a un’uscita progressiva (in 25-30 anni), il 15% vorrebbe un’uscita immediata e solo il 22% è favorevole all’energia nucleare. Sul territorio operano ancora 58 reattori che costituiscono il 73% dell’energia nazionale, e potrebbe diventare argomento di scontro durante le prossime elezioni presidenziali.

Solo l’Italia pare muoversi in modo disarticolato rispetto al resto d’Europa, in attesa dell’esito del ricorso del Governo alla Consulta, gli attacchi al referendum sono continui: dalla disinformazione alle indicazioni governative in favore dell’astensionismo.

Ora Angelo Bonelli, dei Verdi, ha scoperto un progetto alternativo del Governo in caso di raggiungimento del quorum: la costruzione di mini centrali nucleari. L’Italia punterebbe alla costruzione di piccole strutture più economiche, e meno invasive dal punto di vista dell’impatto ambientale. Si adatterebbero meglio alla fisionomia del territorio, anche alle zone maggiormente inospitali. E per questo motivo il Governo avrebbe già commissionato i lavori alla società Iris, un consorzio del colosso italoamericano Westinghouse/Ansaldo che costruisce gli impianti nucleari in America.

Il leader dei Verdi sprona gli italiani ad andare a votare per il raggiungimento del quorum, in modo da eliminare il fantasma del disastro nucleare dalle nostre vite.