In questi giorni il Parlamento Europeo voterà la nuova direttiva sulla vivisezione, che dal testo risulta essere una legge a misura del vivisettore e non obbliga a utilizzare metodi alternativi. Inoltre, si estenderebbe l’autorizzazione alla sperimentazione su cani e gatto randagi.

La Leal si è fatta portavoce di un’iniziativa di contrasto attraverso una campagna serrata di raccolta firme da consegnare a Bruxelles per bloccare la normativa.

Molto spesso la sperimentazione su animali viene considerata giusta e ben tollerata per scopi medici, ma nella maggior parte dei casi viene utilizzata da aziende cosmetiche per produrre creme sofisticate e costose, detersivi inquinanti oppure, ironia della sorte, alimenti raffinati per animali.

Sono noti i fatti del centro allevamento Morini e dell’azienda Green Hill contro i quali si è mossa l’opinione pubblica, per vietare l’allevamento indiscriminato e la sperimentazione nonché la vivisezione su cuccioli di beagle.

In commercio esistono marchi definti “Cruelty Free“, cioè che non sperimentano su animali, che tendenzialmente presentano un marchio che ne definisce la filosofia e la scelta.

Per non sbagliare e per scegliere nel modo giusto, è stata pubblicata una lista di aziende che mette in pratica questa scelta etica, di cui esiste una comoda lista

Contro la normativa hanno firmato: Margherita Hack, Sveva Casati Modignani e Gabriele Basilico.

A questa pagina è possibile firmare la petizione della Leal.