Dopo la proposta shock del banchetto a base di carne di orso per il raduno della Lega in Trentino, prontamente fermato dai Nas perché illegale, il carroccio ci riprova.

L’ennesima provocazione del partito di Umberto Bossi: dalla sede del Friuli Venezia Giulia avanza la decisione di voler inserire cani e gatti randagi nella lista degli animali cacciabili. L’iniziativa ha scatenato subito l’ira dei gruppi animalisti, in particolare della Lav ed e della Lipu che si sono fatte portavoce di un’azione di protesta contro la Lega.

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Gli esponenti del carroccio del Friuli Venezia Giulia non si limitano a questo ma, con l’obbiettivo di modificare l’attuale Legge regionale sulla caccia, vogliono introdurre la columba livia (piccione selvatico occidentale) e la streptopelia decaocto (tortora dal collare) nella lista degli animali cacciabil. Inoltre chiedono di poter addestrare i falchi da predazione con l’utilizzo della fauna selvatica, oltre a voler cacciare cani e gatti randagi.

Una sfida quella della Lega che difficilmente verrà applicata, la caccia agli animali randagi è vietata per legge, oltre a essere punibile penalmente con due anni di carcere. Il discorso è simile per i due volatili incriminati, entrambi protetti dalla Legge quadro nazionale sulla fauna selvatica e per l’addestramento dei falchi attraverso la caccia di animali selvatici. Se approvata la pratica trasformerebbe l’addestratore in un bracconiere, quindi penalmente perseguibile.

L’iniziativa della Lega giunge proprio nello stesso momento in cui in Parlamento si discute come affrontare la questione del randagismo, piaga sociale che ogni anno colpisce migliaia di animali innocenti. Cani e gatti abbondanti a bordo strada come rifiuti, che ingrassano le file dei branchi affamati o dei canili.

Fulvio Mamone Capria, presidente Lav, si è espresso sulla questione:

“Sparare a tortore dal collare e piccioni domestici è fuorilegge, ma cacciare a cani e gatti è semplicemente aberrante. La ciliegina sulla torta è la norma aberrante che consentirebbe di sparare a cani e gatti inselvatichiti. Idea che giunge proprio nei giorni in cui in Parlamento si discute di come riaffrontare, finalmente in modo serio, la questione del randagismo. Un certo estremismo venatorio, associativo ma anche, ci spiace dirlo, amministrativo, sta perdendo il controllo di se stesso”.