Dopo il raid aereo della Nato su Brega, che ha provocato la morte di 11 imam, puntuale giunge la fatwa nei confronti dei paesi coinvolti nelle azioni di guerra. In particolare Italia, Francia, Danimarca, Qatar ed Emirati Arabi.

L’editto di condanna, partito alla vigilia dei funerali delle vittime, è stato lanciato da un imam di Tripoli il quale ha rivolto il suo appello ai mussulmani del mondo intero:

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“Per ogni vittima del raid che siano uccise mille persone”.

Nonostante la Nato affermi di aver bombardato bersagli di comando e non civili, si contano 16 vittime e più di 50 feriti. Nel frattempo si fanno più serrati i contatti di collaborazione tra la Casa Bianca e i membri dell’opposizione al regime. Il potere di Gheddafi è ormai delegittimato, e si preme perché venga identificato il suo nascondiglio, nonostante le voci di un suo ferimento o della sua morte, poi smentite.

Intanto il numero dei seguaci del colonnello diminuisce drasticamente e il potere del rais diventa ogni giorno sempre più fragile. Si sostiene che il suo regime possa durare per altri tre o quattro mesi, ma appena Misurata verrà presa Gheddafi non potrà più brutalizzare la popolazione.

Lo scenario che si prospetta è comunque molto complesso, si parla già di un dopo Gheddafi dal punto di vista economico e politico. Mentre si avviano le operazioni economiche, che possano garantire i passaggi di greggio e gas, la popolazione rischia di patire la fame e la malattia in attesa di un nuovo governo.