La manovra italiana penalizza ambiente e fonti rinnovabili. Questa la denuncia di Legambiente e WWF, che insieme bocciano in maniera netta la manovra finanziaria. Le due associazioni ambientaliste, come riportato dal sito GreenStyle, in particolare ritengono inconcepibile l’applicazione della Robin Tax a quelle aziende che producono energia da fonti rinnovabili.

Galleria di immagini: Impianti energetici da fonti rinnovabili

Il comparto rinnovabili, denunciano, è già potenzialmente gravato dai tagli agli incentivi e rischia in questo modo una situazione di futura recessione. Prospettive quindi tutt’altro che rosee per quelle che, fino a poco tempo fa, dovevano essere le promesse per il domani dell’energia mondiale. Non finiscono qui però i provvedimenti sotto accusa.

Legambiente fa notare anche come le vicende legate alla centrale Enel di Porto Tolle (salvata nella manovra nonostante verrà riconvertita a carbone) e all’abusivismo edilizio (in arrivo maxi condono e sospensione delle demolizioni in Campania) non faranno altro che aggravare la già difficile situazione. In aggiunta anche la scelta di reintrodurre il diritto di superficie sulle spiagge di 90 anni.

Dal canto suo nemmeno il WWF si dimostra leggero nei confronti della manovra. In una nota fa sapere come le misure previste nel provvedimento rappresentino un pericolo per gli effetti recessivi che porteranno. Piena condivisione invece con le parole del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, oltre allo stupore per la mancata conferma delle norme a sostegno dell’efficienza energetica degli edifici:

“Non capiamo perché non siano state difese dai tagli, e “stabilizzate” con un’apposita norma, le detrazioni del 55% per l’efficienza energetica degli edifici e del 36% per gli interventi di restauro e ristrutturazione delle case che, a detta dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), costituiscono le uniche misure strutturali adottate in questi ultimi anni in favore di un settore in grave crisi”.

Fonte: GreenStyle