La mente di un essere umano è più potente di quanto si creda e arrivano dal mondo sempre più conferme a questa incredibile ma affascinante teoria. Attraverso il controllo e l’allenamento della propria mente, infatti, si possono mettere in pratica reazioni e comportamenti che neanche ci si sarebbe mai immaginati.

La meditazione, per esempio, è una pratica di concentrazione originata dalle più varie motivazioni, di solito spirituali o religiose e di miglioramento psicofisico. Utilizzata da molti per esplorare i lati più oscuri del proprio inconscio e della propria mente, per acquisire maggiore consapevolezza della realtà e di sé stessi, questa pratica è stata anche oggetto di uno studio scientifico che l’ha utilizzata per combattere il dolore.

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È possibile, infatti, riuscire ad allontanare le sensazioni di dolore fisico senza l’ausilio dei farmaci ma solo ed esclusivamente impegnando la mente nella meditazione. Lo studio del Wake Forest Baptist Medical Center del North Carolina, negli USA, è arrivato ad una tale conclusione analizzando un campione di 15 volontari che non avevano mai avuto nessun approccio con la disciplina meditativa.

Ebbene, grazie a quattro incontri di 20 minuti ogni partecipante è riuscito ad imparare le tecniche di base della meditazione e a liberare la mente mentre veniva monitorato attraverso una risonanza magnetica per immagini. Il risultato è stato sorprendente visto che, allo stimolo del dolore provocato da una fonte di calore, le soglie del dolore dei soggetti si erano ridotte fra l’11 e il 93 per cento.

La corteccia somatosensiorale, che è l’area del cervello responsabili degli stimoli di dolore, era totalmente attiva prima delle sedute di meditazione ma, dopo, mostrava un’attività minima. Il coordinatore dello studio, il dottor Fadel Zeidan, ha cercato di spiegare i risultati ottenuti:

“Questo è il primo studio che mostra come solo poco più di un’ora di formazione in meditazione può ridurre notevolmente l’esperienza del dolore e l’attivazione del cervello collegata al dolore. Abbiamo scoperto un grande effetto: una riduzione del 40 per cento dell’intensità del dolore e una riduzione del 57 per cento dei dolori fastidiosi. La meditazione ha prodotto una maggiore riduzione del dolore che non la morfina o altri antidolorifici, che di solito riducono il dolore di circa il 25 per cento. Una delle ragioni per cui la meditazione può essere stata così efficace nel bloccare il dolore è che non ha funzionato in un solo luogo nel cervello, ma ha invece ridotto il dolore a più livelli di elaborazione.”

Lo stato di profonda concentrazione che scaturisce dalla disciplina meditativa, dunque, è utile a combattere condizioni di stress o ansia e, non ultimo, il dolore fisico derivante da fastidi più o meno seri.

Provare a fare meditazione in modo del tutto casalingo è possibile anche se, ovviamente, ci sono delle regole precise da seguire. Innanzitutto, è importante la scelta del luogo che deve essere pulito, silenzioso e inebriato dall’essenza di sandalo.

Occorre liberare fisicamente il corpo di tutti gli elementi che potrebbero risultare fastidiosi e ostacolare la circolazione del sangue, come orologi, gioielli ma anche scarpe e calze. Gli indumenti indossati saranno larghi e comodi, possibilmente in lino o cotone.

La posizione da assumere è di fondamentale importanza perché potrebbe pregiudicare l’esito della seduta meditativa e, perciò, è sconsigliabile sdraiarsi per terra. La postura ottimale è quella definita del “Loto Completo” o del “Semiloto”, che consiste nel sedersi sul pavimento mantenendo la schiena dritta e incrociando le gambe.