Oscar Luigi Scalfaro, l’ex Presidente della Repubblica italiana, è morto a Roma all’età di 93 anni dopo aver scritto una parte importante della storia politica del nostro paese.

Entrò per la prima volta in parlamento nel 1946 dove prese parte all’Assemblea Costituente come rappresentante della Democrazia Cristiana.

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Da quel momento la sua storia personale si è inscindibilmente legata a quella politica italiana fino a diventare il nono Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. Tra i vari ruoli ricoperti da Oscar Luigi Scalfaro ricordiamo che fu varie volte sottosegretario e ministro dei Trasporti nel primo governo Andreotti, poi della Pubblica Istruzione nel secondo governo Andreotti. Fece parte della cosiddetta “ala destra” della Democrazia Cristiana, quella più conservatrice e anticomunista, fu decisamente contrario al divorzio e sostenitore del referendum abrogativo della legge.

Il periodo della sua presidenza della Repubblica fu uno dei più contrastati nella storia italiana, e Scalfaro si trovò a gestire situazioni come l’esplosione del fenomeno Tangentopoli e la fine della cosiddetta Prima Repubblica.

Celebre fu il suo “Io non ci sto” (pronunciato durante il discorso trasmesso in TV a reti unificate) per difendersi da uno scandalo sulla gestione di fondi pubblici che coinvolgeva sua figlia, il ministro dell’Interno Mancino e i servizi segreti del SISDE.

Il presidente Giorgio Napolitano ha ricordato la figura di Scalfaro come quella di un uomo simbolo di coerenza e integrità morale, oltre che di grande umanità. Anche dal Vaticano sono arrivate parole di cordoglio nei confronti dell’ex presidente definito un “illustre uomo cattolico di Stato che si adoperò per la promozione del bene comune e dei perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia”.

Fonte: Agi