Roma rende omaggio a Monica Vitti, una delle sue attrici più brave e più amate: dall’8 marzo al 10 giugno il Teatro dei Dioscuri al Quirinale ospita la mostra fotografica e multimediale La Dolce Vitti, ideata e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà, a cura di Nevio De Pascalis, Marco Dionisi e Stefano Stefanutto Rosa.

Guarda anche: Cosa fare in città per la Festa della donna e I film da vedere con le amiche.

Quest’anno ricorre un anniversario importante. Sono 50 anni da La ragazza con la pistola, di Mario Monicelli, il film che ha segnato la definitiva consacrazione di Monica Vitti in ruoli brillanti dopo gli anni nel teatro prima e al fianco di Michelangelo Antonioni poi“, ha spiegato Stefano Stefanutto Rosa, uno dei tre curatori dell’esposizione, durante la presentazione alla stampa.

Archivio storico Luce (courtesy press office)

La mostra La Dolce Vitti ripercorre la sua vita e la sua arte, in un percorso espositivo di 70 fotografie provenienti da importanti archivi pubblici, a partire dal grande archivio storico dell’Istituto Luce, da quello dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, del Centro Sperimentale di Cinematografia, e privati, come Reporters Associati, Archivio Enrico Appetito e altri importanti fondi come quelli personali di Elisabetta Catalano e Umberto Pizzi.

Cinque le sale allestite al Teatro dei Dioscuri al Quirinale in cui l’attrice si racconta in prima persona con la sua inconfondibile voce – sgranata e roca – attraverso ricordi, riflessioni e brani dei suoi libri. Sono tante e diverse le testimonianze di amici e colleghi di ieri, come Alberto Sordi, Ettore Scola, Dino Risi, Steno, e di oggi, come Dacia Maraini, Michele Placido, Giancarlo Giannini ed Enrico Vanzina, che arricchiscono con il loro contributo un viaggio affascinante in 40 anni nella storia del cinema più grande e nobile di questo paese.

La prima sala accoglie i visitatori con grandi veli fotografici e la voce della Vitti che accompagna fino alla sala del teatro, dove vengono ripercorsi i primi anni della allora Maria Luisa Cenciarelli, l’iscrizione alla Silvio D’Amico, l’incontro con Sergio Tofano, che per primo riconosce in quella alta ragazza votata ai tragici e al dramma un sincero talento comico.

Ero disperata di farlo ridere e di far ridere i miei compagni. Vedevo allontanarsi Shakespeare a grandi passi e vedevo farmi l’occhietto da Feydeau. Dopo l’Accademia, ho fatto subito teatro classico, borghese, comico e ho scoperto così il più bel gioco del mondo. Avevo capito che recitare era l’unico modo per prolungare l’infanzia“, ebbe a dire l’attrice.

Ecco le immagini accanto a Tofano, Eduardo De Filippo, Giorgio Albertazzi, Franco Zeffirelli, Umberto Orsini, Andreina Pagnani e Vittorio De Sica.

Prima dello spettacolo Scandali segreti – Archivio storico Luce (courtesy press office)

Nello stesso ambiente è stata riprodotta una sala di doppiaggio con una postazione di video-ascolto dove la voce di Monica Vitti compare nel doppiaggio de Il grido di Michelangelo Antonioni: è il 1957 e la nascita di un sodalizio.

Monica in sala doppiaggio con Antonioni – Archivio storico Luce (courtesy press office)

Nella stanza successiva, splendide immagini e un libro espanso digitale raccontano i quattro anni, dal 1960 al 1964, che hanno segnato la storia del cinema – non solo italiano – con la celeberrima tetralogia dell’incomunicabilità di Antonioni:  Monica diventa così la tormentata Claudia ne L’avventura (1960), la tentatrice Valentina de La notte (1961), la misteriosa e scontenta Vittoria de L’eclisse (1962) e la nevrotica Giuliana in Deserto rosso (1964).

Deserto Rosso – Archivio Enrico Appetito (courtesy press office)

La quarta tappa, la più estesa, tocca il cinema comico: la commedia consegna l’attrice alla popolarità e all’amore del grande pubblico. Le immagini di grandi film si susseguono ininterrotte, dal Dramma della gelosia a Polvere di stelle, da Amore mio aiutami a Io so che tu sai che io so…  Dopo la rottura con Antonioni, due gli amori di questo periodo, Carlo Di Palma, gigante tra i direttori della fotografia, e Roberto Russo, suo attuale marito.

Amore mio aiutami – Archivio Enrico Appetito (courtesy press office)

Al centro della sala, un grande cubo ospita le copertine dei periodici nazionali e internazionali e alcune delle fotografie (soprattutto di Enrico Appetito, storico fotografo di scena sui set di Antonioni) che omaggiano in maniera più evidente l’incredibile fascino di Monica Vitti.

Archivio storico Luce (courtesy press office)

Infine, l’ultimo spazio dell’esposizione, grazie ai materiali delle Teche Rai, regala i momenti passati in televisione, con apparizioni, sketch, interviste.

Un’esposizione raccolta ma molto ricca che tradisce un amore evidente dei tre curatori per una strepitosa interprete del cinema italiano, indimenticata e soprattutto indimenticabile: passione viscerale che il visitatore non potrà che condividere, trasportato (o ri-trasportato) in capolavori autoriali e comici, accompagnati dallo sguardo sensuale e profondo e dalla voce inimitabile di Monica Vitti.

Galleria di immagini: La mostra su Monica Vitti a Roma, le foto

Durante il periodo della mostra, sono previste nella sala cinema le proiezioni di cinque film interpretati dall’attrice (L’avventura di Michelangelo Antonioni; La ragazza con la pistola di Mario Monicelli; Dramma della gelosia di Ettore Scola; Teresa la ladra di Carlo Di Palma; Flirt di Roberto Russo). Il catalogo La Dolce Vitti è edito da Edizioni Sabinae e Istituto Luce-Cinecittà (a cura di Nevio De Pascalis, Marco Dionisi e Stefano Stefanutto Rosa) e costa 20 euro.

Via Piacenza, 1. Dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso. Ingresso libero.

Qui comincia l’avventura – Archivio Enrico Appetito (courtesy press office)