Una regola è certa: non bisogna aspettare che capiti una tragedia per cominciare ad occuparsi dello stato di salute della nostra casa e dell’edificio in cui si trova. La casa ha bisogno di un monitoraggio periodico, proprio come l’organismo umano; di periodici controlli della sua sicurezza e della sua rispondenza alle vigenti normative.

Un recente studio del Censis ha messo in evidenza la condizione di degrado delle nostre case: una situazione a rischio. Per obsolescenza, per criteri costruttivi non proprio perfetti, per la qualità scadente dei materiali impiegati tanti anni or sono, quando le tecnico-costruttive non rispettavano certo i parametri oggi in vigore. E parliamo soprattutto degli immobili costruiti nel periodo del cosiddetto boom edilizio degli anni ‘60, quando i controlli erano scarsi e la pianificazione dello sviluppo urbanistico delle costruzioni inesistente.

Da tener presente anche che la stabilità di un edificio non dipende solo dalla sua qualità strutturale, ma anche dalle condizioni ambientali del luogo in cui è stato costruito. Condizioni che non si possono qualificare facilmente e soggette alle imprevedibili variazioni nel tempo. Proprio per questo motivo il Consiglio Nazionale dei Geologi ritiene necessaria la valutazione e il monitoraggio periodico delle condizioni e delle variazioni fisiche ed ambientali del suolo e del sottosuolo intorno ai fabbricati.

Intanto, noi cerchiamo di controllare la sicurezza della casa in cui viviamo, di verificare il suo stato di salute, di accertarne la rispondenza degli impianti alle normative in vigore, così come abbiamo cura del nostro organismo. In attesa del Fascicolo del fabbricato, impariamo a riconoscere i rischi nascosti. Proprio a tale scopo il Consiglio nazionale degli Architetti ha redatto un manuale di agile consultazione destinato alle famiglie italiane, ed oggi consultabile interamente sul sito internet dell’Ordine (www.archiworid.it).

Impariamo a individuare i primi sintomi di malessere che si possono manifestare nella nostra casa. Controlliamo, ad esempio, se i pavimenti sono in ordine dal punto di vista funzionale e non solo estetico; se le pareti non sono pericolosamente inclinate; se è presente umidità su pareti e soffitti, perché l’umidità segnala tubature rotte e perdite d’acqua, che potrebbero danneggiare intonaci, pavimenti, ma anche le strutture: travi di legno che marciscono, ferri che arrugginiscono, ecc….

Vanno individuati tutti i sintomi pericolosi, derivanti forse da difetti di costruzione dell’edificio o da dissesti strutturali avvenuti attraverso gli anni, ma anche da mancanza di controlli. Le crepe sui muri, ad esempio, non sono in genere pericolose, ma possono segnalare sofferenza delle strutture portanti, di movimenti delle fondazioni o di dissesti del terreno. Le lesioni che compaiono sui pilastri, poi, in particolare se sono se verticali, segnalano il rischio molto serio di un possibile cedimento, per cui bisogna avvertire immediatamente l’amministratore ed eventualmente le autorità competenti. Per essere sicuri di vivere in una casa sicura…