Gli effetti del tremendo terremoto che ha colpito il Giappone un paio di settimane fa si stanno facendo sentire anche in Europa, compresa l’Italia.

A preoccupare la popolazione del Vecchio Continente in queste ore è stato il passaggio della cosiddetta “nube radioattiva“, ovvero delle correnti d’aria contenente materiale radioattivo che, spostandosi dall’estremo oriente, luogo della crisi nucleare nella centrale di Fukushima, sono arrivate in Europa, giungendo nella giornata di ieri a lambire i cieli sopra l’Italia.

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Il passaggio della nube ha scatenato nei cittadini una vera e propria psicosi nonostante le rassicurazioni degli esperti, i quali nei giorni scorsi hanno più volte sottolineato la non pericolosità di questa nube, dato il livello estremamente basso di radioattività riscontrato nell’atmosfera al suo passaggio

Numerosi sono stati gli appelli degli esperti in varie regioni italiane, come ad esempio quello del responsabile del Dipartimento radiazioni dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), Giovanni D’Amore, che si è rivolto ai cittadini piemontesi dicendo:

“Per adesso nessun elemento indica che sul Piemonte sia arrivata la nube radioattiva proveniente dal Giappone e, in ogni caso, ci aspettiamo valori così bassi da essere quasi irrilevabili. Le misurazioni eseguite ieri non hanno indicato anomalie nella radioattività dell’aria. Noi siamo convinti che non ci saranno problemi in quanto i dati erano già molto bassi durante il passaggio della nube sul Canada e gli Stati Uniti.”

Si è tentato di evitare la psicosi anche in Lombardia, dove l’assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi, dopo aver riunito alcuni esperti per un tavolo tecnico, ha spiegato che:

“Alla luce di quanto comunicatomi dal pool di esperti attivati, posso confermare che al momento non sussisto­no rischi per la salute in quanto la nube radioattiva in transito sull’Italia è pri­va di radioattività dal mo­mento che i radionuclidi sono ormai dispersi nell’atmosfera e non rap­presentano di conseguen­za un pericolo locale ed attuale. I milanesi, pertan­to, possono nei prossimi giorni continuare ad usci­re di casa.”

Dichiarazioni confortanti a cui hanno fatto eco, doversi chilometri più a sud, le parole di Corrado Carrubba, commissario straordinario di Arpa Lazio:

“Le misure ordinarie eseguite nell’ambito della rete Resorad sono allineate alle medie nazionali e non mostrano motivi di preoccupazione. La nostra Agenzia, a seguito dell’attenzione resa necessaria dai recenti gravi fatti accaduti in Giappone e da indicazioni in tal senso già ricevute dagli uffici della presidente Polverini, ha elevato il livello di attenzione in raccordo con Ispra, anche per poter misurare attentamente le eventuali alterazioni determinate dal trasporto di isotopi a lunga distanza atteso in questi giorni.”

Si è trattato di rassicurazioni che però sono servite a poco e non hanno impedito agli italiani di tenere dei comportamenti tanto inutili quanto pericolosi, riassunti emblematicamente nella forte domanda registrata dalle farmacie da parte di clienti che volevano acquistare pillole di ioduro di potassio, sostanza capace di proteggere la tiroide limitando gli effetti dell’assorbimento dello iodio radioattivo uscito dalla centrale nucleare giapponese ma, a conti fatti, del tutto inutili visti gli inesistenti rischi per la salute pubblica.