Lo spot pubblicitario recita “Che mondo sarebbe senza Nutella?”. Una domanda retorica? Forse. Certo è che lo slogan che per anni ha presentato la Nutella Ferrero agli italiani rischia di diventare profetico.

Pare, infatti, che la deliziosa crema spalmabile alle nocciole rischi di sparire per sempre non solo dalla TV ma, cosa ben più grave, anche dal mercato e dalle case dei consumatori. L’allarme arriva dal vicepresidente del gruppo Ferrero, Francesco Paolo Fulci, il quale cerca il sostegno simbolico di tutti contro l’approvazione di un emendamento del Parlamento Europeo.

La proposta incriminata, infatti, riguarda la possibilità di introdurre per ogni singolo alimento solo il miglior profilo nutrizionale stabilito sulla base di determinati criteri. L’obiettivo è quello di regolamentare le etichette dei prodotti ma, soprattutto, i messaggi pubblicitari che ne veicolano le caratteristiche.

La questione potrebbe anche risultare positiva per i prodotti tipici del nostro territorio, come la carne o il latte, dei quali sarà possibile conoscere la sicura e certificata provenienza. Lo stesso, però non si può dire per quegli alimenti considerati più gustosi e calorici.

L’emendamento, perciò, vuole limitare la pubblicità televisiva e non, così come il contenuto delle etichette di tali prodotti selezionando unicamente quelli ritenuti salutistici. I criteri di scelta sono prettamente chimici: i prodotti non dovranno contenere più del 10% di zucchero, superare i 2mg di sodio e avere più di 5 grammi di grasso ogni cento grammi.

La risposta di Fulci, però è immediata:

Ma non esistono dolci con meno di 10 grammi di zucchero ogni 100 grammi di prodotto.

Perciò, applicare un regolamento così rigido implicherebbe la crisi immediata della Nutella e di quasi tutti gli altri prodotti dolciari in circolazione che detengono una grossa fetta del mercato italiano. Non solo, ma un tale atteggiamento confonderebbe il consumatore il quale potrebbe pensare che esista un’unica e netta distinzione tra cibi buoni e cibi dannosi per la salute.

Gli unici alimenti ai quali non sarà applicato il nuovo regolamento di sicurezza include frutta, pesce, miele, chewing gum, biscotti e pastiglie per la tosse per i quali, dunque, sarà consentita una presenza maggiore di zucchero, sali o grassi.

Ecco il commento del numero due di casa Ferrero:

Ci mettono la camicia di forza, non è serio. […] È comico, come la lista delle esenzioni che comprende il chewing gum e le pasticche per la tosse. Giova a chi si è fatto fare i profili su misura.

Per ora, comunque, resta tutto sulla carta in quanto la nuova normativa dovrà essere approvata dal Consiglio europeo dei ministri entro il 2011, termine dal quale, poi, le industrie avranno fra i 3 e i 5 anni per applicarla.