La popolare e amata fiction di Canale 5 “I Cesaroni” torna domani sera con la nuova stagione, ma in Italia è già polemica.

Per l’esattezza, la polemica arriva da un quotidiano, “La Padania“, che nella sua pagina di oggi dedicata agli spettacoli ha speso qualche parola velenosa per la serie TV tanto osannata dalle famiglie italiane.

Siamo alla quarta stagione per le avventure di Giulio, Cesare, Lucia e gli altri ma, a quanto pare, il format non va proprio giù al quotidiano della Lega. Sulle sue pagine, infatti, si legge:

Alla quarta serie le enciclopediche puntate ricalcano il solito cliché dei buoni borgatari che tra un bianchetto dei Castelli e un amorazzo finito male, si barcamenano in un Paese dove il furbetto del quartierino vale sempre un pizzico in più degli altri. In molti hanno spiegato che “I Cesaroni” hanno il pregio di rappresentare la famiglia media di questo Paese. Che le loro storie sono un po’ le storie di tutti. Ma da qui a dire che “I Cesaroni” sono lo specchio degli italiani ce ne corre. La disoccupazione che colpisce i giovani? Solo un fantasma che vaga sullo sfondo della vineria romana. La disperazione di molte famiglie erose dagli odi tra marito e moglie? Tutte rose e viole. Un giardino in cui gli amori svolazzanti si rincorrono senza drammi. Senza lacrime. Senza un reale pathos.

L’articolo continua dicendo:

Il resto della fiction è solo un collegamento tra un innamoramento e l’altro: tutto in perfetta salsa romanesca, compreso, ovviamente, quello dei linguaggio declinato in ogni spessore semantico dai vari personaggi e protagonisti. Abbiamo cercato di trovare anche un solo vocabolo in lingua toscana nel trailer, ma è stato veramente difficile. Una ricerca inefficace anche con un qualsiasi lanternino verbale. Tutto rigorosamente in dialetto romanesco.

In conclusione:

In sé la cosa potrebbe anche non essere del tutto negativa nel rispetto della parlata di quella città. Quello che stride è che si cerca di far passare quelle vicende per storie comuni. No, quella è una fiction, non rappresenta nessuno. Solo fantasie per una serata da passare sul comodo divano di casa.