Sarà Elena Anaya la prossima “donna” di Pedro Almodovar, che l’ha reclutata come protagonista per il suo nuovo lavoro “La pelle in cui vivo“. Si tratta di un lavoro totalmente inedito per il regista spagnolo definito “il regista delle donne”, perché per la prima volta si cimenta nel genere horror. Nella sua galleria di attrici, ve ne sono molte che sono divenute volti rappresentativi e indimenticabili del suo cinema, come Carmen Maura, Victoria Abril, Marisa Paredes e Penelope Cruz.

In realtà, c’era un po’ da aspettarselo che Almodovar si sarebbe provato in un horror: nell’ultimo dei suoi lungometraggi, “Gli abbracci spezzati“, il protagonista Harry Caine sta scrivendo un horror con il figlio che non ha mai conosciuto, dal titolo “Dona sangre”. In Almodovar, ultimamente, esiste una certa vena autocitazionistica, oltre che da sempre una tendenza a raccontare nei suoi film risvolti della propria vita lavorativa.

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La pelle in cui vivo” sarà un duro film psicologico, in cui saranno presenti segregazioni, sevizie, perversioni, stupro e morte. Il film, che dovrebbe prendere parte al Festival di Cannes, uscirà nelle sale italiane in autunno ed è ispirato a un romanzo di Thierry Jonquet, uscito in Italia con il titolo di “Tarantola”.

Nella pellicola si racconta di Legard, un chirurgo plastico molto rinomato, la cui figlia è divenuta pazza per una violenza sessuale. Mentre il medico medita una vendetta di una violenza inaudita contro lo stupratore, rinchiude la moglie nella loro splendida villa. La moglie sarà interpretata appunto da Elena Anaya, anche se il suo ruolo doveva essere affidato a Penelope Cruz: i risvolti assunti dalla storia hanno però reso inadatta l’attrice feticcio di Almodovar a questo ruolo. Il chirurgo sarà invece Antonio Banderas, che torna a lavorare con il regista della Mancha dopo ben 22 anni.