Nel caos di ieri in Val di Susa, gli scontri sono durati fino a tardo pomeriggio. Oltre ai feriti tra le forze dell’ordine e agli arresti, cominciano a farsi strada le testimonianze dei manifestanti “fermati”. Dalle parole di uno di loro emergono retroscena su cui bisognerà al più presto fare luce: vere e proprie torture sarebbero state messe in atto su chi veniva trattenuto dagli agenti.

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Nel video, diffuso sul canale YouTube del GlobalTvProject, lo studente bolognese Fabiano Di Berardino parla della drammatica esperienza che avrebbe vissuto nel pomeriggio di ieri dopo il suo fermo da parte di alcuni poliziotti e carabinieri. Nel suo racconto il ragazzo, già a terra, verrebbe ripetutamente percosso con dei manganelli da una decina di agenti prima di essere portato all’interno di una zona adibita a base operativa.

Una volta entrati avrebbe ricevuto sputi, colpi nelle parti intime, oltre a ulteriori percosse che alla fine gli causeranno la rottura di un braccio e del naso. A ulteriore umiliazione gli sarebbe stato versato addosso un bicchiere contenente dell’urina. Oltre alla tortura fisica, Di Berardino avrebbe ricevuto insulti, minacce e si sarebbe sentito ripetere frasi del tipo:

“Speriamo che muori, tanto al pronto soccorso non ti ci portiamo”.

Nel racconto emergono anche violenze contro altri manifestanti, tutte particolarmente brutali e senza alcuna apparente giustificazione. Non solo, anche la promessa da parte di alcuni graduati di portarlo in Questura o di raggiungerlo in ospedale per fargli avere “il resto”. Attualmente lo studente e attivista del TPO si trova ora ricoverato presso il reparto di Traumatologia dell’ospedale torinese del CTO, presso il quale è stata registrata la sua video intervista, con lesioni alla testa e in varie parti del corpo.