Presentato al 59° Festival Internazionale del Cinema di Berlino riscuotendo il parere positivo della critica, arriva nelle sale cinematografiche italiane “La polvere del tempo“, ultima fatica del greco Theodoros Angelopolous che con questa pellicola completa il secondo capitolo della trilogia dedicata proprio alla riflessione sul trascorrere del tempo iniziata nel 2004 con “La sorgente del fiume” e che si concluderà con “L’altro mare“, come lui stesso ha dichiarato nella conferenza stampa tenutasi proprio ieri mattina presso la Casa del Cinema di Roma.

Protagonisti della storia, un flashback di memorie vissute nel presente di un arco temporale che va dai primi anni cinquanta (dalla morte di Stalin avvenuta nel 1953) fino all’alba del ventunesimo secolo, sono Willem Dafoe, attore statunitense due volte candidato all’Oscar, Bruno Ganz, recente protagonista del film dedicato al giornalista e scrittore Tiziano Terzani “La fine è il mio inizio”, Michel Piccoli, visto recentemente nel ruolo del pontefice in “Habemus Papam” di Nanni Moretti, e Irène Jacob. È proprio Dafoe a fare da filo conduttore nel viaggio tra presente e passato, tra i fantasmi del passato degli altri personaggi, traendo ispirazione dalla concezione tragica di origine greca presente nelle opere più recenti di Angelopolous.

Galleria di immagini: La polvere del tempo

Il regista americano di origine greca A. (Dafoe) è a Cinecittà per riprendere le riprese del film interrotto tempo prima, la storia d’amore di sua madre Eleni, con i due uomini della sua vita: Jacob (Ganz) e Spyros (Piccoli) diventato nel corso degli anni suo consorte. Narrato in parallelo con gli eventi che hanno caratterizzato la seconda metà dello scorso secolo, il triangolo amoroso prende vita nella mente del regista, vittima di una crisi creativa che l’ha pian piano allontanato dalla figlia, intrappolando la giovane donna che ha preso il nome dalla nonna paterna in una paralisi esistenziale che trova il suo sfogo in uno straziante tentativo di suicidio. E mentre una grigia Berlino si affaccia sul nuovo secolo, la neve cade silenziosa sul tempo che passa e che è già passato e su ciò che ha portato via con sé.

Caotico, criptico e dal forte valore emotivo, così come lo sono i ricordi e le immagini che si susseguono nella mente di A. descrivendo il lungo e tormentato amore dei tre protagonisti, è “La polvere del tempo”, lontano anni luce dagli schemi convenzionali e consolatori adottati del cinema contemporaneo, colpevoli di dare alla luce produzioni che non stimolano lo spettatore a ricercare il significato originale, il sottotesto volutamente occultato con ragionate metafore in forma d’immagine ben nascoste a uno sguardo poco riflessivo.

Ed è proprio la neve a fare da filo conduttore in questo drammatico viaggio esistenziale che, come la polvere, si accumula e copre gli animi, i sentimenti, spazzati via da tenui folate di vento (il disperato grido di Jacob prima della sua tragica fine e la dolorosa richiesta di shock emozionali della piccola Eleni) che poco possono contro la staticità devastante del presente. Anche la catarsi, rappresentata dalla liberatoria corsa di nonno e nipote sotto la porta di Brandeburgo, sovrastati da un cielo grigio e cupo, sembra aprire uno spiraglio sull’incessante opera del tempo ma intanto a Berlino ha già ricominciato a nevicare.

Bisognerà attendere quindi il prossimo anno per una visione più completa dell’ideale trilogia, con una pellicola che prende il nome da un verso del poeta greco Giorgos Seferis, Nobel per la letteratura nel 1963, le cui riprese prenderanno il via durante il prossimo autunno. La pellicola, una coproduzione da nazioni che vivono o hanno vissuto in un passato recente dei conflitti interni come Cipro, Turchia, Israele e Grecia secondo il volere espresso da Angelopoulos, racconterà la storia di un gruppo di attori e di scioperanti alle prese con l’allestimento di una rappresentazione dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht (autore preso come punto di riferimento durante la prima parte della sua produzione), reso ancora più difficile della crisi economica e politica vissuta dalla loro nazione. Allo stesso tempo, verrà narrata anche il complesso rapporto tra un padre e una figlia, fortemente minato da un opprimente conflitto generazionale.

“La polvere del tempo”, arrivato in ritardo rispetto al momento in cui era stato pensato dal regista, è stato distribuito in 40 copie dalla Movimento Film di Amedeo Pagani oltre ad aver goduto di una piacevole promozione mirata su Facebook. Infatti, dalla pagina del social network dedicata all’uscita del film, ben 250 utenti hanno potuto cogliere l’occasione di assicurarsi un invito per la proiezione gratuita in anteprima sul sito Web della casa di distribuzione, accedendo anche a contenuti speciali, interviste e al video della conferenza stampa.