Un viaggio a metà tra Amleto e la protagonista di “The Grudge”. È Romina Mondello in “Alice“, che ieri è andata in scena a Maglie, in provincia di Lecce, sul palcoscenico all’aperto della rassegna “Chiari di Luna”. Si è trattato di un’anteprima nazionale, con cui il regista Matteo Tarasco ha presentato questo nuovo lavoro con la Mondello.

Galleria di immagini: Romina Mondello in Alice

“Alice”, tratto dai due romanzi per ragazzi di Lewis Carrol, è una rilettura particolare, in cui restare incantati dalla scenografia, dalle luci, dalle scelte musicali, ma anche dalla bravura dei quattro attori in scena, che hanno dimostrato anche una particolare verve acrobatica nel gestire la scenografia. Una stanza di un manicomio vittoriano, in cui la parete centrale era in realtà il pavimento e i personaggi entravano in scena attraverso le lenzuola del letto.

Come in un labirinto di Escher, tutti i buffi caratteri creati da Carrol emergono da scale paradossali, avvicendandosi come all’interno di un sogno, come la sexy infermiera matta – lepre marzolina – che irrompe sulla scena insieme al cappellaio o come la buffa duchessa dall’accento napoletano, o infine Humpty Dumpty, in versione idolo pop dell’800.

Ma “Alice” è una pièce che in realtà ha poco a che fare con l’originale, a parte alcune celebri citazioni, come quando la duchessa dice ad Alice, ormai diciassettenne, che sono davvero poche le cose che conosce e per questo si stupisce. Nel mare di citazioni, trova spazio William Shakespeare e il suo “essere o non essere”, che sostituisce in toto tutte le filastrocche infantili di Alice, a partire da “Il tricheco e il carpentiere”. Shakespeare ritorna alla fine dello spettacolo che si chiude con un’originale trasposizione del monologo finale di Puck in “Sogno di una notte di mezza estate”.

La Mondello è assolutamente magistrale, così come pure gli altri attori in scena, a testimoniare che a volte la televisione è solo un mezzo attraverso cui alcuni attori riescono a raggiungere la fama, ma riescono ad andare avanti solo attraverso il loro talento. E di talento la Mondello ne ha da vendere, lungi dalle sue apparizioni pure molto buone nelle fiction televisive, ma soprattutto per i suoi trascorsi in “Non è la Rai“.

Nell’ultima edizione di Domenica Cinque c’è stata una sorta di apologia della trasmissione diretta da Gianni Boncompagni, in cui veniva testimoniato come si trattasse di un programma “pulito”, in cui le ragazze non mettevano in mostra altro che il loro talento. Non era esattamente così, anche perché nell’ultima edizione tra le ragazze ce n’erano anche di troppo giovani, anche di 11 o 12 anni.

La Mondello in teatro dà però il meglio di sé e non smette di affascinare. Segno che anche per molti effettivamente la televisione è una scuola per mettersi alla prova e un mezzo per poter scoprire il proprio talento. E la Mondello, sul palco di “Chiari di Luna” ha dimostrato di averne da vendere.