Ci vuole risolute, indipendenti ma soprattutto sveglie, senza aver bisogno del bacio di un principe azzurro. Il leader spagnolo José Luis Zapatero, insieme con il sindacato degli insegnanti Fete-Ugt, rivendica le donne contro gli stereotipi diffusi dalle favole, che le relega al ruolo di personaggi passivi, in attesa di un principe o di un uomo che affronterà imprese titaniche per salvarle o, quel che è peggio, per restituire loro la vita con la sola forza di un bacio.

Bandite quindi Cenerentola, Biancaneve, la Bella Addormentata e simili, il primo ministro socialista spagnolo ci propone una favola alternativa, politicamente corretta, dal titolo “La principessa differente“, la cui protagonista è Alba Aurora e le cui vicende vengono raccontate in un modo del tutto diverso, molto più critico e meno idealista.

Non molto tempo fa c’era una principessa che si chiamava Alba Aurora, delicata e amabile, ma anche molto agile e sportiva e a cui piaceva, tutti i sabati, scalare montagne o fare camping in spiaggia. Un giorno il principe azzurro bussa alla finestra di Alba Aurora, offrendole di riscattarla da un mago malvagio o da un orco enorme. Alba Aurora risponde di non conoscerne, e aggiunge che se ne avesse conosciuti, avrebbe trovato da sola il modo di liberarsene. Il principe, tristissimo, se ne sta per andare, quando Alba Aurora gli propone di visitare la Muraglia Cinese in moto. Lui accetta entusiasta e la ragazza gli prende un braccio, lo fa ballare, lo abbraccia. Poi montarono in sella e diventarono buoni amici.

La campagna prettamente femminista di Zapatero, dal titolo “Educando nell’uguaglianza“, è rivolta maggiormente alle donnine più piccole, e comunica con loro attraverso opuscoli colorati distribuiti al corpo docente delle scuole elementari. Sono le donne del futuro, infatti, quelle che il leader spagnolo vuole salvare da una società fondata sul maschilismo, a cui vuole evitare stereotipi sessisti e che vuole preservare da atti di violenza. Chissà, forse magari loro non cresceranno con l’illusione che il principe azzurro arrivi da un momento all’altro, o forse è più giusto che almeno alle bambine venga lasciato spazio ai sogni e all’immaginazione?