I film d’estate riempiono i palinsesti, come se nessuno fosse lì a guardare la TV. Eppure sono i film di una volta, triti e ritriti solo all’apparenza, che magari fanno degli ottimi ascolti in questo periodo di magra di contenuti televisivi. Non parliamo di pellicole prettamente “estive” come “Il sorpasso“, ambientato appunto nel giorno di Ferragosto, ma di quelle delicate storie d’amore che catturano di anno in anno lo spettatore, senza mai stancarlo, nonostante il film l’abbia già visto.

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Prendiamo “La principessa Sissi“, la nobile austriaca interpretata da Romy Schneider, che in questo sabato di metà luglio 2011 è stato visto da 2 milioni 977 mila spettatori, con uno share del 19,16 %. Tutte persone che hanno preferito godersi un grande classico, anziché cercare la frescura. I dati Auditel parlano chiaro: ci sono dei film che ipnotizzano letteralmente lo spettatore, che faccia caldo o ci sia la neve, o addirittura in concorrenza con qualsiasi spettacolo nuovo. E sono soprattutto film che mettono a nudo lacrime, risate e grandi sentimenti.

Nel 2010 successe la stessa cosa con “Dirty dancing“, che il 27 agosto fu visto da 2.847.000 spettatori. Un elemento potrebbe essere il fascino del defunto Patrick Swayze, che il 5 dicembre di quest’anno ha tenuto banco con “Ghost” accanto a Demi Moore e 3.021.000 spettatori pari al 12,95% di share. Ma si tratta di cifre irrisorie se paragonate a “Sister Act” e “Pretty woman“.

La pellicola con Whoopi Goldberg al primo passaggio in TV fu vista da 11.500.000 telespettatori, mentre nel 2010, fu vista da 4.185.000 spettatori. Numeri superati però, per anzianità e spettatori, dalla favola d’amore tra la prostituta Julia Roberts e il miliardario Richard Gere, che nel settembre 2010 è stato visto da 4.635.000 spettatori battendo “Distretto di polizia 10”. Forse le persone sono affascinate dalle favole, proprio perché la realtà è così brutta da dover sentire la necessità di fuggire attraverso una bella storia che faccia sognare. E allora ben vengano le favole classiche, come “Cenerentola” di Walt Disney, che il 7 dicembre 2010 fu vista da 7.168.000 telespettatori con il 26,58% di share.

Così, tra un terremoto e un omicidio, la gente guarda le favole. Per ricordare che esistono ancora la creatività, il sogno di concepire un mondo migliore, in cui il lieto fine è d’obbligo. Nella realtà il lieto fine è così raro, ma nei film non lo è: quando le generazioni precedenti alle nostre andavano al cinema si rassicuravano che il protagonista non poteva morire, dicendosi come un mantra nelle sale allora strapiene che “tanto lui è l’attore e non può morire”.