Vero e proprio boom di ascolti ieri sera per la prima puntata della seconda edizione di “La Pupa e il Secchione“, il programma condotto quest’anno da Enrico Papi e Paola Barale che riprende dopo quattro anni dal debutto della prima edizione.

Il programma di Italia 1 ha raccolto infatti 2.736.000 spettatori, raggiungendo uno share del 15,90%, che si trasforma in un 16,50% basandosi esclusivamente sul target commerciale, parametro primario per un’azienda come Mediaset.

Ad apprezzare maggiormente il programma sono stati i giovani, con la fascia compresa tra i 15 e i 24 anni che ha portato lo show di Italia 1 al 32% di share, con picchi di quasi 5.500.000 spettatori, per la precisione 5.429.000, raggiunti poco prima delle 22.

Insomma pare proprio che il programma che mette di fronte 7 secchioni e 7 pupe piaccia al pubblico, il quale non si lascia condizionare dalle critiche arrivate da più parti ancora prima di vedere la puntata, quando in molti non avevano mancato di evidenziare la presunta artificialità dello show, anche a causa dell’uso (o forse dovremmo parlare di abuso) di stereotipi fortemente caratterizzanti per descrivere entrambe le categorie.

In effetti il ritratto che emerge da “La Pupa e il Secchione” appare funzionale allo svolgersi del gioco, ma mette in evidenza tratti descrittivi piuttosto inverosimili, con i secchioni descritti quasi come esseri “asociali” e preminentemente occupati dallo studio e dalla carriera e le “pupe”, al contrario, talmente prese dalla cura della propria immagine al punto da “confondere” l’identità di gente come Sandro Pertini, Alessandro Manzoni, Giuseppe Garibaldi o di Giorgio Napolitano, tanto per menzionare alcuni esempi.

Insomma il dubbio che il tutto sia costruito ad arte rimane ma in fondo, come si sono adoperati ad affermare i due presentatori prima della partenza dello show: “è uno spettacolo che deve divertire”, quindi senza nessuna pretesa di rappresentare a tutti i costi la realtà. E in effetti, il pubblico apprezza e pare divertirsi.