La regina dei castelli di carta” è un thriller diretto da Daniel Alfredson, con Michael Nyqvist e Noomi Rapace, che ha debuttato nei cinema il 28 maggio.

Si tratta dell’ultimo episodio della trilogia “Millennium“, trasposizione cinematografica dell’omonima collana di romanzi di Stieg Larsson.

La giovane Lisbeth Salander è sopravvissuta allo scontro con Zalachenko e ora si trova immobilizzata in un letto d’ospedale, ma nonostante le affettuose cure del medico la sua vita è ancora in pericolo. La cospirazione segreta, infatti, vuole eliminare tutte le prove, inclusi i testimoni scomodi come Lisbeth.

Grazie all’aiuto del giornalista Mikael Blomkvist, verranno a galla antiche verità e loschi sotterfugi che faranno tremare l’intero governo. Lisbeth viene inizialmente accusata di omicidio ma verrà presto rilasciata e potrà finalmente raccontare a tutti la propria verità.

I due precedenti episodi, “Uomini che odiano le donne” e “La ragazza che giocava con il fuoco“, hanno riscosso un buon successo di botteghino sia in Italia che nel resto d’Europa. Il terzo e conclusivo episodio della saga perde purtroppo tutti gli elementi thriller che hanno caratterizzato le precedenti pellicole.

Il regista Daniel Alfredson, che aveva già diretto il secondo episodio della saga, sembra perdersi nei vicoli oscuri e freddi di Stoccolma.

La storia di “La regina dei castelli di carta” zoppica e le scene risultano slegate, creando confusione nello spettatore e un’inesorabile e lunga agonia. In più di due ore di pellicola, il regista non riesce a inquadrare i personaggi, la loro psiche. Manca totalmente l’ambientazione e la stessa violenza e crudeltà delle parole di Larson diventano scenette semi-comiche senza alcuna tensione.

Infine una piccola curiosità: i diritti della trilogia “Millennium” sono già stati acquistati da una casa di produzione americana che vorrebbe farne una versione a stelle e strisce. Ma chi potrebbe mai interpretare la parte di Lisbeth Salander?