La riforma fiscale secondo Giulio Tremonti è più di un’idea. Il progetto è agli ultimi ritocchi e verrà presto proposta al premier Silvio Berlusconi e agli altri ministri per l’approvazione. Il ministro dell’Economia presenta all’assemblea di Confartigianato le linee guida di quella riforma che “aveva in mente”. Stop agli sprechi e semplificazione delle tasse i punti fermi, con un massimo di 5 tributi e di 3 aliquote Irpef previsti.

Nel mirino del superministro anche quelle agevolazioni ingiustificate, contro le quali si scaglia in maniera decisa. Finita l’era delle “agevolazioni a chi possiede il gippone”, con l’invito verso gli altri parlamentari a utilizzare “meno aerei blu e più Alitalia”. Il tutto ribadendo la parola d’ordine:

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“Non si può fare la riforma fiscale in deficit, sarebbe una contraddizione rispetto all’impegno morale che tutti i governanti devono avere in questo periodo”.

Nel suo intervento, ripreso da La Repubblica, il ministro ha chiarito che il primo punto da cui partire è la semplificazione fiscale. Cinque imposte, con “molti tributi minori che possono essere concentrati”. Tra queste l’Irpef, sulla quale è molto chiaro:

“Credo siano giuste tre aliquote Irpef, le più basse possibili, perché la base imponibile deve essere la più larga, senza i regimi di favore, e le aliquote le più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale”.

Su questo arriva immediata la specifica:

“gli scaglioni e i calcoli vanno fatti secondo quanto riusciamo a tagliare per finanziare la riforma”.

Un altro punto, tra i più delicati visto che riguarda la riduzione mirata delle agevolazioni:

“C’è un enorme bacino da cui derivare risorse per fare la riforma fiscale e correggere l’andamento della finanza pubblica. Nella spesa fiscale c’è un enorme catalogo di voci e regimi di favore, ci sono 471 voci di esenzioni che vengono in totale 150 miliardi in totale, si tratta di un magazzino da rivedere. Giusto dare assegni e benefici a chi ne ha bisogno. Ma non è giusto dare assegni a quelli che non hanno ragione di riceverli”.

Lo stesso Tremonti sintetizza così il discorso:

“vanno tolte a quelli che hanno il gippone”.

Infine un altro punto piuttosto caldo, quello dei tagli alla spesa politica:

“Come prima cosa è fondamentale che la classe politica dia un buon esempio; ci sono molti costi che devono essere ridotti, non conta quanti soldi valgono, conta che così puoi legittimarti nel disegno di un paese nuovo. Tutti gli incarichi politici e pubblici vanno remunerati come la media europea, basta limitarsi ai paesi dell’area euro. Questo è il presupposto fondamentale per cominciare a discutere di finanza pubblica. Meno aerei blu e più Alitalia”.